L’Italia degli italiani senza l’Unità nazionale

biffiAnche oggi, come ogni 17 marzo, si è festeggiato l’anniversario dell’Unità d’Italia. I festeggiamenti sono passati decisamente in sordina, senza troppo clamore e gli sono stati riservati solo il minimo sindacale dei riti delle autorità civili. È una data, quella del 17 marzo, che rievoca antiche e mai rimarginate ferite. Come molti sanno, salvo – com’è prevedibile – i libri scolastici, il processo che portò all’unità così come la conosciamo e a quel periodo storico che, polemicamente e infondatamente, prende il nome di Risorgimento, non è stato né un processo pacifico né, tantomeno, legittimo e liberatorio come si vuole far credere. A tal proposito torna utile la lettura di un agile e breve saggio del cardinal Giacomo Biffi, edito da Cantagalli, L’Unità d’Italia. Nella quarta di copertina leggiamo delle parole che, da sole, dovrebbero far riflettere molti degli entusiasti dell’unità nazionale così come è stata perpetrata. Scrive il cardinale: “È vero che in qualche modo si era dato origine all’Italia politica; ma agli occhi del mondo gli italiani esistevano già da almeno sette secoli e, proprio come italiani, almeno da sette secoli erano oggetto di stima e di ammirazione da parte di tutti gli altri popoli”. Quando quotidianamente ci vengono riportati i casi e le indagini sui fenomeni di corruzioni, sprechi e malaffari dei politici che insabbiano e ridicolizzano (senza nemmeno avere le minime capacità di sfruttarlo) quanto di buono l’Italia ha prodotto e ancora testimonia, ci si ricordi che tutto questo fenomeno lesivo della nostra storia e dignità ha una data non di inizio, ma che fa da spartiacque tra un prima e un poi: ed è proprio il 17 marzo 1861.

Articoli Correlati

- No Comments on this Post -

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *