L’ipotesi dello stupro di gruppo ritorna nella morte di Desirèe Mariottini. Decisivo il ritrovamento del Dna di tre dei quattro sospettati

Fiaccolata

E’ stato ritrovato il DNA di tre dei quattro africani indagati per lo stupro e la morte di Desirée Mariottini che sarebbe stato trovato sulla salma della 16enne di Cisterna trovata morta il 19 ottobre dello scorso anno all’interno di un sito dismesso nel quartiere San Lorenzo a Roma. E’ quanto è trapelato nelle ultime ora in attesa che venga depositata la perizia disposta dalla Procura di Roma che indaga sulla vicenda. Sul corpo della ragazza sarebbe stato trovato materiale genetico di Alinno Chima, Mamadou Gara e Yusif Salia, un  elemento che incastrerebbe i tre giovani africani confermando l’accusa di violenza sessuale mentre non sdarebbe stata rinvenuta alcuna traccia genetica riconducibile a Brian Minthe. Si tratta di un riscontro fondamentale che potrebbe consentire agli investigatori di riproporre l’ipotesi dello stupro di gruppo, ipotesi che il Tribunale del Riesame aveva fatto cadere per due dei tre imputati ai quali era stato contestato all’inizio. Il 15 novembre scorso il  Riesame aveva riconosciuto il reato di omicidio solo a Gara ed aveva fatto decadere lo stesso reato per il nigeriano Alinno e per il senegalese Minthe ai quali è contestata esclusivamente  la violenza sessuale aggravata dalla minore età della vittima. Adesso l’ipotesi investigativa mai abbandonata dalla Procura trova conferma in questo ultimo esame tecnico il cui esito sarà depositato venerdì.

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