L’iniziativa di Libera a Formia il 21 marzo

Locandina

 Tutto iniziò quando il fondatore di Libera, Don Luigi Ciotti, intercettò la richiesta di una madre di uno dei morti per mano della criminalità organizzata: “Sono la madre di Antonino Montinaro, il capo scorta di Giovanni Falcone. Perché il nome di mio figlio non lo dicono mai? È morto come gli altri”. Con queste parole Carmela, madre di Antonio Montinaro, si era rivolta a don Luigi Ciotti in occasione del primo anniversario della strage di Capaci. È proprio da questo grido d’identità negata che nasce, il 21 marzo, primo giorno di primavera, la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Giornata che quest’anno verrà preceduta, sabato 16 marzo, da una Veglia dedicata alle vittime innocenti delle mafie. Saranno presenti con le loro testimonianze i familiari di Domenico Noviello (imprenditore ucciso dai Casalesi a Castel Volturno) e Maria Cadorna, Yolanda Moran, Grace Fernandez, rispettivamente familiari di vittime provenienti dalla Colombia e dal Messico.  Partendo dal loro racconto, dalla loro presenza, dal loro continuare ad esserci nonostante il dolore per la morte violenta, per mano dei mafiosi, dei loro cari, ci avvieremo a vivere insieme la XXIV Giornata della memoria e dell’impegno  a Formia. L’appuntamento è per sabato 16 marzo alle ore 20:30 presso la Chiesa San Giovanni Battista a Formia. Il 21 marzo sarà Formia ad ospetare la XXIV giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie organizzata da Libera in Lazio, in contemporanea con le manifestazioni che si svolgeranno a Padova e in tutto il Paese. Scuole, volontari, associazioni, comunità religiose e cittadini dai diversi territori si daranno appuntamento in una zona ricca di storia, bellezza, ma da sempre oggetto di interesse da parte della criminalità, per leggere e ricordare insieme i nomi delle vittime innocenti delle mafie. A Formia, cittadina affacciata sul golfo, le  risorse economiche e naturali sono state depredate dalla presenza dei clan, che l’hanno da tempo eletta a luogo di villeggiatura o di investimento. Una presenza discreta e silenziosa, ma che ha prodotto effetti ben visibili, a partire dal moltiplicarsi di sale slot, che hanno portato alcuni media a rinominarla la “la Las Vegas” del Sud Italia. La provincia di Latina segue quella di Roma per sequestri e arresti antidroga e per numero di beni confiscati, una terra segnata dalla storica presenza delle camorre, dalle pressioni delle ‘ndrine calabresi o dei gruppi legati ai Casamonica, fino all’aumento di intimidazioni agli amministratori pubblici. Un quadro che ci racconta, ancora una volta, l’importanza di parlare e occuparsi di mafie in Lazio e nel sud pontino. Ma nel nostro corteo non dimenticheremo nemmeno il tema del caporalato, che affligge molte comunità – soprattutto migranti, ultimi tra gli ultimi – che vengono sfruttate nei campi disseminati nell’intera provincia di Latina producendo quegli alimenti che ogni giorno finiscono sulle nostre tavole. Ma il 21 marzo è soprattutto Speranza e Impegno, giorno per mobilitare la coscienza di tutti, giorno in cui nessuno si sente più solo nella lotta alle mafie, giorno in cui il “Noi” vince sull’ “Io”, dove la parte buona del paese, che è maggioranza, si libera dall’essere ostaggio della minoranza delinquente e corrotta. Ripartiamo da Formia come strada e orizzonte nuovo di giustizia per tutti. Nessuno si senta escluso! L’appuntamento è alle 8,30 al Caposele per l’accoglienza ed i8l ritrovo, alle 9,30 partirà il corteo che arriverà in Piazza Largo Paone dove alle 10,30 ci sarà la lettura dei nomi delle vittime della criminalità organizzata. La manifestazione poi continuerà nel pomeriggio con i seminari tematici dalle ore 14,00.

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