L’INDIGNAZIONE DEL CANDIDATO SINDACO GIANLUCA DI COCCO PER LA NON FIERA DELLA LESTRA

Gianluca Di Cocco
Gianluca Di Cocco

Gianluca Di Cocco, candidato sindaco di una civica per le prossime amministrative di maggio 2016 a Latina, esprime in una nota la sua indignazione per quanto riguarda la Fiera della Lestra che quest’anno non avrà luogo per via di lungaggini burocratiche.

Ecco ciò che esprime il Di Cocco con questa nota: L’edizione 2015 della Fiera La Lestra, la numero 35, non avrà luogo a causa dell’immobilismo burocratico dell’amministrazione comunale.
Francamente da imprenditore, da persona vicina sempre e per storia al commercio, all’artigianato e alle partite Iva, sono stanco di sentire queste notizie, che di fatto creano discriminazioni, verso chi con sacrifici crea aggregazione, organizzando di fatto eventi, manifestazioni, momenti di promozione che producono, economia e pur se per pochi giorni, posti di lavoro. È ormai da anni che le associazioni come la Confesercenti, la Confcommercio, le associazioni di categoria e la Pro Loco, organizzano e chiedono di realizzare manifestazioni per aiutare ad esempio, uno dei settori l’artigianato, che sta attraversando un momento di grande crisi, la quale sempre più spesso porta alla chiusura aziende storiche e non, ed a volte inutile dimenticarci con facilità al suicidio. Mi chiedo, come sia possibile che un amministratore oggi commissario, i cui obiettivi dovrebbero essere anche quelli di aiutare le aziende, negare ad un settore così importante, quale quello dell’artigianato, manifestazioni ed iniziative che potrebbero aiutare a superare questo momento così difficile? I grandi come i piccoli imprenditori sono stanchi di negatività, di continua denuncia a cui non segue poi alcuna proposta. Ogni giorno sono bombardati da notizie, nazionali e locali, che parlano di mettere in campo azioni per aiutarli, di tagli, di tasse, di chiusure, di mancanza di liquidità. E poi pensano: e perché non si fa nulla per ribaltare questa situazione? Eccone un esempio, quello della Lestra, dove parliamo di imprese piccole, che hanno bisogno di sostegno e di supporto e che in giro non riescono evidentemente ad averne. Organizzare un evento è già cosa complicata e costosa: occupazione suolo pubblico, relazione fonometrica, certificazioni dei vigili del fuoco, ecc. ecc.
Basta quindi con questo lassismo, che oggi blocca l’autorizzazione in favore di un evento di lunga tradizione, ma che spesso blocca anche iniziative imprenditoriali, economiche e culturali.”

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