L’incontro della Costituzione della Coalizione della città con Passerino – quinta parte

Mancini e Passerino
Mancini
Passerino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un altra domanda posta al duo Passerino – Mancini è l’eventuale conflitto di interessi che si potrebbe avere se il candidato sindaco Luigi Passerino fosse eletto a primo cittadino. Lo stesso Passerino ha risposto che si dedicherà 24 ore su 24 a Gaeta, il lavoro che svolge presto una società informatica glielo permette, infatti è una società internazionale e lo stesso Passerino che si impegna per essere un sindaco che deve dare tutto se stesso alla città e quindi non può detenere molti incarichi. Per cui si dedicherà completamente alla città, facendola dalla mattina alla sera compresi i fine settimana in maniera totale prendendo l’aspettativa dal lavoro.

Per la Mancini bisogna saper lavorare molto sulla cultura della città e i processi partecipativi possono aiutare, e per partecipazione si intende un processo strutturato che pian piano entra in un contesto che si rende conto della realtà, guardando lontano che è l’altra realtà del mondo, che è stato fatto meglio e di più, di quello che è stato fatto e di migliorare quello che si può fare ancora, infatti Gaeta ha talmente tante cose che cinsi vende per poco, perché se ci si curasse di più, e si guardasse realmente al bene comune, la gente non si lascerebbe neppure perché si dovrebbe reagire tutti, si avranno tutti i ragazzi a lavorare intorno ai candidati, invece di lasciarsi prendere dall’antipatia in un modo nell’altro quando dobbiamo pensare che sia un bene immediato come tappare una buca, come la sistemazione dei marciapiedi perché se non ci si interroga su cosa fare, ecco che la possibilità di interrogarsi per fare delle cose per trattenere tutti i fiumi che confluiscono nel fiume grande, non per coloro che sono già vecchi e sono già passati, ma per chi verrà dopo, quel che verrà dopo non è una cosa strutturale, quel ragazzo che deve lavorare insieme oggi con il più anziano, per pensare a quel domani, e questo ci dice che la scuola, la formazione professionale e nel modo delle associazioni non può essere e le imprese non possono essere lasciate fuori nel contesto direzionale, ma per tirarle dentro c’è bisogno di stabilire una rete di persone e le decisioni di amministrazione penderle insieme a loro. Facendo un esempio come quello del Comune di Sora che è un grande comune del Frusinate l’assessore dello sviluppo economico ha messo insieme la sua rete d’impresa, mentre  a Gaeta questo non è possibile o almeno questo sembra impossibile, e l’assessore di Sora consulta due volte l’anno gli appartenenti a questa rete d’impresa per confrontarsi sui risultati e avere dei progetti da sviluppare. Quindi non c’è un Dio che tra l’altro è già venuto e non è andata a finire molto bene, per cui bisogna impegnarsi e sopratutto farlo insieme per avere idee e confrontarsi su queste, perché alle idee di tanti si costruisce un  futuro comune. Dalle idee di uno solo si va a finire male.

Articoli Correlati

- No Comments on this Post -

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *