L’incontro alla Biblioteca Comunale di Formia della Libreria di Margherita

Tavolo relatori

Un resoconto bello e delicato scritto da Margherita Agresti sull’incontro tenutosi nella biblioteca comunale V. Testa di Formia dopo la chiusura della Libreria, centro di cultura e di incontri letterari che per sette anni ha tenuto banco in città. Ecco ciò che scrive Margherita:

“Ciao a Tutti,

Lo so che i ringraziamenti andrebbero fatti subito ma trattandosi di tempo ossia l’argomento del nostro primo incontro, ho pensato di poterne prendere a piacimento, questa mia licenza non distragga dall’oggetto in questione ossia il ringraziamento per aver partecipato così attenti e numerosi a questo nuovo appuntamento promosso ancora (e più di allora) da La Libreria di Margherita.

Il luogo scelto per questo inizio insieme è stato “azzeccatissimo” come si suol dire tra virgolette,  infatti la Biblioteca Comunale di Formia oltre ad essere bellissima per il panorama bellissimo che offre (vista mare, vista porto, la nave per le isole che puntuale parte e arriva scandendo, volendo, i ritmi stessi del lettore visitatore) è anche il luogo magico della memoria, spesso memoria personale: della nostra prima giovinezza trascorsa a sbirciarci da un tavolo ad un altro con un libro qualsiasi in mano convinti pero’ di essere visti presto.

E quale posto migliore per celebrare il libro ora che La Libreria di Margherita non ha più una sede fissa? La risposta è semplice: la Biblioteca Comunale! La biblioteca è l’archetipo della custodia dei libri e della cultura e in oltre essendo comunale, pubblica è soprattutto garanzia del pensiero libero.

Mercoledì 4 aprile 2018 con gli artisti Salvatore Bartolomeo, Giuseppe Napolitano e Ascanio Guerriero, solo per citare i relatori, si è rivissuta anzi si è vissuta (senza ri- di rimpianti) l’energia creativa e speculativa che la mente raggiunge quando condivide idee. L’abbiamo provato tante volte leggendo poesie in via Rubino 42 , l’abbiamo provato nelle varie istallazioni di Salvatore Bartolomeo al Cisternone Romano di Formia, l’abbiamo provato mercoledì questo, insieme.

Tanti amici scrittori ci hanno raggiunto e la cosa più bella è stata che ognuno ha aggiunto all’evento qualcosa, chi le proprie osservazioni, chi il proprio augurio, chi le proposte per il prossimo incontro.

Verso le otto di sera la seduta si è sciolta, per dirla con un termine giornalistico, si parlava di arte “evocare  più che svelare” , si è accennato alle Avanguardie, ci siamo salutati proprio parlando delle Avanguardie nell’arte e allora ecco, ecco fatto, ecco trovato il prossimo argomento!

Si parlerà delle AVANGUARDIE  la prossima volta, sì esatto le Avanguardie in arte, musica e poesia.”

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