L’incendio di Pomezia: rischio amianto

Incendio

Al di là delle raccomandazioni che i vari sindaci stanno dando alle popolazioni della area colpita dalla nube tossica che pare contenga amianto, ecco che l’Arpa ha comunicato il risultato di un monitoraggio effettuato nelle zone dove è fuoriuscita la nube a seguito dell’incendio:

“Si comunica che durante le operazioni di validazione dei dati della rete di monitoraggio della qualità dell’aria sono state analizzate con particolare attenzione le concentrazioni misurate presso le stazioni Ciampino, Cinecittà e Fermi, più prossime al sito interessato all’incendio anche in considerazione della direzione dei venti prevalenti nella giornata. Oltre a queste stazioni sono stati considerati anche i dati rilevati dal mezzo mobile, posizionato nel centro abitato di Albano Laziale. Dall’analisi dei dati non emergono superamenti dei limiti imposti per la qualità dell’aria ambiente dalla normativa vigente. Sono inoltre stati analizzati i dati di concentrazione media oraria rilevati dalle medesime postazioni di misura. Anche quest’ultimi non hanno evidenziato picchi di concentrazione di ossidi di azoto (NOx), di polveri e di benzene. I dati sono in linea con quelli misurati nelle giornate precedenti a quella dell’incendio e coerenti con quelli misurati normalmente in questo periodo dell’anno. Nella giornata del 05/05/2017 Arpalazio ha provveduto ad installare dei campionatori attivi e passivi nelle immediate vicinanze del sito dell’evento. I risultati del monitoraggio con questi campionatori verranno resi disponibili a tutte le autorità competenti, non appena verranno completate le determinazioni analitiche di laboratorio, che richiedono alcuni giorni. Si comunica inoltre che è in corso l’elaborazione di una simulazione modellistica dell’evento al fine di valutare le aree di potenziale massima ricaduta degli inquinanti prodotti dall’incendio, sulla base della quale verranno successivamente effettuati campionamenti delle altre matrici ambientali ed alimentari interessate”.

L’incendio non è stato ancora completamente domato, 24 ore dopo. Le fiamme che da ieri mattina divorano tonnellate di rifiuti, plastica e chissà cosa altro da un deposito di Pomezia sulla Pontina vecchia hanno alzato sul cielo una nube nera visibile anche a 40 km di distanza. Nube che si è poi dispersa nell’aria e diffusa sul territorio dei Castelli, rendendo l’aria irrespirabile. Che cosa c’era in quella nube? Si sospetta anche fibre di amianto. Il direttore generale della Asl Roma 6, Narcisio Mostarda ha lanciato l’allarme sulla pericolosità del fumo: non sarebbe andata a fuoco solo plastica, ma anche amianto, materiale di cui era fatto il tetto del capannone teatro dell’incendio:  “Ritenendo possibile la presenza di coperture in cemento amianto sui capannoni dell’impianto, è stato richiesto ad Arpa Lazio di poter estendere le attività di campionamento ambientale al fine di determinare l’eventuale presenza di fibre aerodisperse”. Resta valida la raccomandazione, ribadita in un comunicato anche dalla sindaca della città metropolitana Virginia Raggi, ai cittadini di 21 comuni, tra i Castelli Romani e il litorale a sud di Roma, di tenere chiuse le finestre. Ha dichiarato il sindaco Raggiin una nota: “Siamo in contatto con le amministrazioni comunali della zona sud di Roma interessati dalla nube che si è sprigionata da una azienda di Pomezia. Come da indicazioni dell’Azienda sanitaria Rm6 invito i cittadini dei Comuni di Nettuno, Anzio, Pomezia, Ardea, Velletri, Lavinio, Lanuvio, Genzano, Albano laziale, Ariccia, Nemi, Castel Gandolfo, Marino, Ciampino, Frascati, Grottaferrata, Rocca di Papa, Rocca Priora, Monte Compatri, Monte Porzio Catone e Colonna a tenere chiuse le finestre delle abitazioni, scuole, uffici, strutture sanitarie e socio – assistenziali, limitare gli spostamenti se non strettamente necessari e nei prossimi giorni di lavare con accuratezza frutta e verdura, come prescritto e indicato dalla struttura sanitaria”.

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