L’imprenditore di Cisterna ha negato di voler uccidere la convivente


Caserma Carabinieri di Cisterna

Lui ha  respinto le accuse spiegando al giudice di non essere stato lui a provocare l’incidente nel quale era rimasta ferita la convivente il 35enne di Cisterna, che è finito in carcere venerdì 7 febbraio per i reati di tentato omicidio, lesioni personali aggravate e maltrattamenti in famiglia. M. D. C. in realtà il 5 gennaio scorso mentre si trovava in auto con la donna avrebbe sterzato bruscamente e sarebbe deliberatamente uscito fuori strada sulla via Ninfina finendo in un canale. Nell’incidente la compagna era rimasta seriamente ferita tanto da essersi reso necessario il trasporto presso l’ospedale Goretti di Latina dove era stata sottoposta ad un intervento chirurgico. Dopo una serie di verifiche gli investigatori sono arrivati alla conclusione che l’imprenditore edile voleva uccidere la donna che già da più di un anno subiva aggressioni fisiche e morali e comportamenti vessatori e venerdì i carabinieri lo hanno arrestato su ordinanza di custodia cautelare richiesta dalla Procura. Nella mattinata del 10 febbraio c’è stato l’interrogatorio in carcere da parte del giudice per le indagini preliminari Mario La Rosa al quale il 35enne, assistito dall’avvocato Lorenzo Magnarelli, ha raccontato che era stato la donna a prendere lo sterzo dell’auto provocando l’incidente.  Al termine dell’interrogatorio di garanzia la difesa ha chiesto la scarcerazione o in alternativa una misura cautelare meno afflittiva, istanza sulla quale il giudice si è riservato di decidere.

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