Faccio spesso “un giro” sui social networks e mi rendo conto che, per quanto riguarda il mondo del calcio a livello dilettantistico, nulla è cambiato e nulla cambia, purtroppo. Non posso credere che vi sia una tale mancanza di sensibilità nei confronti dei più piccolini, attraverso “post” e fotografie a dir poco imbarazzanti da parte degli addetti ai lavori. Non posso pensare che chi ha incarichi di presidente, dirigente o allenatore non si renda conto della bassezza di alcuni messaggi. Tutti d’accordo nel dire che il mondo del calcio debba cambiare, ma poi la realtà è tutt’altra. Perché non si riesce a capire che i nostri figli hanno noi adulti come punto di riferimento? Perché la volgarità deve, per forza di cose, andare a braccetto con il calcio? Perché questa continua necessità di mostrare sempre il nostro lato peggiore? Qui non si tratta di sfottò, ma bensì di “semplice” maleducazione. Possiamo pretendere dai più piccolini la buona educazione se i primi ad essere volgari e maleducati siamo noi adulti? Gli atteggiamenti devono assolutamente e drasticamente cambiare se si vuole costruire qualcosa di positivo, se si desidera che i nostri figli diventino poi adulti educati. La Cultura sta sulla bocca di tutti, ma poi viene violentata quotidianamente da un’ignoranza che fa paura. L’importanza del buon esempio è fondamentale, soprattutto se si ricoprono ruoli importanti. Dimenticare questo “piccolo” particolare equivale a condannare a morte il calcio dilettantistico.

Riccardo Sanna.

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