rolexLeggete bene: «Egregi signori all’indomani delle devastazioni avvenute a Milano…i media nazionali e web hanno riportato con ampio rilievo in virgolettato le Vostre dichiarazioni relative all’operato delle Forze dell’Ordine, ivi compreso il messaggio `sconfitti i soliti farabutti col cappuccio e figli di papa´ coi rolex’. Se personalmente, come cittadino di Milano, nell’occasione non ho potuto che apprezzare il sacrificio e la dedizione delle Forze dell’Ordine, debbo invece, per la mia carica, esprimere profondo rincrescimento e disappunto per l’associazione delle vostre parole fra la condizione di `distruttori di vetrine´ ed il fatto di portare un orologio Rolex al polso. Al di là del fatto che, dalla qualità delle foto e dei video che sono stati diffusi dai media è altamente improbabile poter desumere un’affidabile identificazione come Rolex (e ancor più come Rolex autentico) – continua Marini – dell’orologio indossato dai facinorosi che stavano commettendo evidenti reati, credo che il dettaglio dell’essere – o non essere – quest’ultimo di marca Rolex, sia obiettivamente cosa marginale rispetto al `cuore´ delle Vostre dichiarazioni». «Ho preso la libertà, dopo profonda riflessione di pubblicare la presente sulla stampa nazionale a doverosa autodifesa, nell’immediato, della reputazione del marchio e dell’immagine di Rolex. Confidando in una Vostra cortese rettifica, con ossequi, Gianpaolo Marini». Questa la lettere che l’amministratore delegato di Rolex Italia ha inviato a Matteo Renzi e Angelino Alfano. Ognuno cura i propri interessi, è chiaro, ma è impressionante la premura con cui i manager della Rolex si sono prodigati per difendere il loro marchio. Difesa che passa per l’idea che chi ha indosso un Rolex non può certo essere un ‘distruttore di vetrine’. Così come non c’è garanzia che questa associazione sia vera, non c’è garanzia che sia falsa. Avere un Rolex non garantisce quell’immunità che i manager dell’azienda vorrebbero spacciare per vera. Oltretutto l’espressione linguistica usata non era tesa a offendere o delegittimare il marchio della Rolex. Così come, invece, potrebbe sorgere il sospetto che la Rolex intenda difendere il suo prestigio delegittimando altri, facendo l’altrettanto impropria associazione tra ‘distruttori di vetrine’ e altri marchi di orologi o ‘distruttori di vetrine’ e falsificatori di orologi.

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