Angela Nicoletti e Mattia Aprea
Angela Nicoletti e Mattia Aprea

Il 2 marzo alla presenza degli studenti della scuola media E. Fermi di Formia si è tenuta una lezione di legalità con una docente di eccezione, che però queste cose le fa spesso, ossia la giornalista di Cassino Angela Nicoletti, che tra le tante collaborazioni che fa è corrispondente per il Mattino di Napoli edizione Caserta. La lezione di oggi dava spunto di affrontare il tema della legalità dando ai ragazzi le informazioni e le idee necessarie per avere un concetto di essere legali in senso ampio. Lei partiva da un passato prossimo vicino a noi, in quanto voleva fare rendere consci i ragazzi sull’evoluzione della criminalità organizzata nell’ultimo decennio. Se 8 o 10 anni fa i social network, Internet, non avevano uno sviluppo come oggi lo conosciamo e quindi le informazioni non erano legate al tempo e allo spazio, oggi le cose si possono conoscere in tempo reale senza però avere una qualità delle stesse, e solo chi ha una buona cultura di base può approfondire o leggendo o cercando specifiche notizie anche su Internet. Certo un telefonino di ultima generazione costa molto, per cui per comprarlo non si possono chiedere sacrifici specie in un momento come questo di crisi economica. Ma vedere i ragazzi di Casal di Principe detti muschilli che per pochi euro fanno le vedette per conto della camorra, comunque loro si possono permettere questi modelli della tecnologia.

E lei citava Cassino, la città dove vive, perché secondo lei c’è una calma apparente, con negozio che aprono in modo non certo modesto, ma anzi elegante, con un sospetto che questi soldi provengono da situazioni dubbie, per esempio il commercio illegale degli stupefacenti, per cui se si sa che gli stupefacenti fanno male alla salute in ogni modo, fisica e psichica, una cosa certa la creano: danno i proventi alla criminalità organizzata che fa di questo business un vero e proprio cavallo di battaglia, insieme alla prostituzione e allo smaltimento illegale di rifiuti pericolosi. E secondo la giornalista, oggi non è più necessario recarsi a Pescopagano o altri posti per comprare una dose, te la portano a domicilio. Quindi c’è stata effettivamente una evoluzione della criminalità organizzata, ma un evoluzione di qualità perché non ci sono più persone che sparano, ma persone che hanno competenze culturali che le mettono al servizio dei clan. Un esempio quando è stato arrestato Iovine, si è scoperto che lui aveva fatto installare un sistema di videosorveglianza all’avanguardia, un sistema inventato da un ingegnere del nord, professore universitario, che evidentemente non era stato considerato bene, ed invece ha progettato e realizzato questo impianto degno dei servizi segreti più all’avanguardia. Questa scelta di campo sta a significare che spesso non si è valutati come si deve, ma non per questo bisogna mettersi dalla parte della illegalità, e quindi tutelare le persone in qualche modo per essere al servizio dello Stato. Spesso però si assiste all’impotenza della giustizia che non ha uomini o mezzi a sufficienza per contrastare le illegalità, ed un esempio è proprio il tribunale di Cassino che con l’accorpamento dei tribunali vicini ha accumulato un numero di pratiche e di indagini con lo stesso personale precedente all’accorpamento e quindi è chiaro che molte indagini spesso non partono. Si può aggirare questo ostacolo con una denuncia informale presso le stazioni delle forze dell’ordine (Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza), che attraverso pedinamenti e appostamenti possono intervenire tempestivamente, quindi è uno dei segnali positivi che ci possono essere.

Ed un esempio di illegalità di qualche anno fa, famoso anche a Formia, è l’avvocato Cipriano Chianese, in apparenza una persona insospettabile con una professione importante, ma in realtà si occupava del riciclaggio dei rifiuti tossici da smaltire illegalmente, ed un operazione del genere nel 2008 è stata sventata dalla Digos di Napoli la quale fermò un carico di rifiuti tossici che dovevano essere riversati nelle cave di Coreno Ausonio, un luogo dove si produce un marmo di pregio inestimabile molto amato dagli arabi, per cui si può comprendere che danno avrebbe provocato questa situazione. Con i soldi provenienti dallo smaltimento illegale dei rifiuti tossici, l’avvocato aveva investito in qualsiasi cosa poteva rendere reddito. Nel 1994 lui con altre persone stava costituendo la Banca Industriale del Lazio a Cassino, con un capitale di sessanta miliardi delle vecchie lire, di cui deteneva il 51% delle azioni insieme alla sua famiglia. Tre giorni prima dell’apertura della Banca, il GICO di Napoli blocca la situazione e si viene a scoprire che i soldi provenivano dallo smaltimento dei rifiuti tossici fatto a Giuliano. Chianese, che il collaboratore di giustizia ex camorrista del clan dei Casalesi Carmine Schiavone morto recentemente lo indicava come l’eminenza grigia del clan, era effettivamente la mente del clan, aveva organizzato un efficiente sistema per lo smaltimento dei rifiuti efficiente.

E qui l’avvocato Mattia Aprea, consigliere comunale di maggioranza del Comune di Formia, interviene spiegando cosa aveva detto Carmine Schiavone nelle sue rivelazioni. Il primo sito dello smaltimento era la costruzione della terza corsia dell’Autostrada del Sole, per intenderci la Roma – Napoli, dove sotto uno strato di cemento venivano sotterrati i rifiuti, poi ricoperti sotto un altro strato di cemento ed infine si procedeva alla bitumazione dell’autostrada, tombando effettivamente i rifiuti. L’altra situazione, sempre secondo Schiavone, era la costruzione della TAV, Linea ferroviaria ad alta velocità, dove nei piloni della ferrovia sarebbero sepolti i bidoni dei rifiuti tossici. Un inchiesta che aveva portato all’arresto nel 1990 di 99 persone 6 anni fa per questa situazione li ha visti assolti con formula piena. Ovviamente per bonificare tutta l’ara occorrono tanti milioni di euro che le finanziarie del paese non si possono permettere. E nel caso specifico si ha per certo che c’è stato un incremento dei tumori in quelle aree superiore al normale. E non sono solo rifiuti che vengono dal Nord Italia, ma anche dall’estero, inventando il termine tristemente famoso di Ecomafia. I profitti che ne derivano per la criminalità organizzata sono molto importanti, perché ogni dieci camion carichi di rifiuti tossici, in corrispondenza un camion ritorna alle organizzazioni criminali pieno di soldi e la Terra dei Fuochi, dove c’è stato questo grosso concentramento dello sversamento dei rifiuti tossici è un esempio lampante.

Per cui se si può dare una morale finale alla lezione di legalità condotta da questi due eccellenti relatori è questa: essere nel rispetto della legge fa essere buoni cittadini, cercare di combattere con piccoli esempi le cose che potrebbero dar fastidio a se ma soprattutto alla collettività (un esempio si faceva con l’accortezza dei padroni dei cani di raccogliere il loro defecare, che è previsto per legge), ma soprattutto quando ci sono delle situazioni strane, segnalarle alle forze dell’ordine per un pronto intervento. Per finire questo scritto si può usare una massima detta da un santo educatore dell’Ottocento, San Giovanni Bosco: “Essere buoni cristiani e onesti cittadini.” Quindi questo dobbiamo essere nella vita di tutti i giorni, o almeno sforzarci.

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