L’eurodeputato Adinolfi risponde alle accuse del pentito Riccardo


Matteo Adinolfi

Sicuramente all’eurodeputato della Lega Matteo Adinolfi le dichiarazioni del pentito Agostino Riccardo, rilasciate nel corso dell’ultima udienza del processo Alba Pontina  in corso al Tribunale di Latina contro alcuni membri del clan facente capo ad Armando Di Silvio. L’europarlamentare della Lega è uno degli esponenti politici che sono stati chiamati in causa dal collaboratore di giustizia che ha parlato anche della campagna elettorale per le amministrative del 2016 a Latina. Ha dichiarato lo stesso Adinolfi con una nota:  “Con riferimento agli articoli di stampa di questi giorni relativi alle dichiarazioni del pentito Riccardo Agostino, secondo il quale in maniera indiretta avrei usufruito della sua attività nel corso della campagna elettorale per le elezioni amministrative del 2016, intervengo per negare con forza la veridicità di tali affermazionie smentire qualsivoglia illazione o speculazione di natura politica. Va innanzitutto premesso che, come lo stesso Riccardo (e prima di lui Pugliese) ha riferito,mai ho incontrato o mi sono solo relazionato con qualcuno di questi personaggi. Nello specifico di quelle dichiarazioni, per verificarne la veridicità, basterebbe appurare come nel 2016 io non abbia né stampato (né tantomeno affisso) alcun manifesto elettorale con la mia effige o con il mio nome. Per tutta la campagna elettorale del 2016 mi limitai, anche in ragione di una precisa volontà di contenere i costi, a posizionare nei pressi della rotonda di Borgo Piave un solo cartellone ed una vela itinerante, regolarmente rendicontate. Per quanto riguarda i voti, anche in questo caso per smentire fantasiose ed infondate ipotesi, sarebbe sufficiente confrontare i risultati elettorali delle amministrative del 1997 (eletto consigliere comunale con quasi 500 voti) e del 2002 (rieletto con 482 voti) con quelle del 2016 (eletto con 450 voti) per comprendere che il consenso da me ottenuto è rimasto nel tempo del tutto immutato, se non addirittura più contenuto, anche rispetto alla distribuzione nelle sezioni della città. Ogni diversa rappresentazione della realtà storica e fattuale si manifesta, dunque, del tutto falsa, diffamatoria, finanche calunniosa”. che sia una manovra del clan per mettere in difficoltà, senza peraltro riuscirci, l’europarlamentare?

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