Lettera dei sindacati unitari per la sanità pontina

Il Goretti di Laitna

 La sanità pontina sarebbe a rischio di collassare, questo è quello che scrivono in una lettera indirizzata al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e all’assessore regionale Alessio D’Amato i sindacati generali di Latina  di Cgil, Cisl e Uil, Anselmo Briganti, Roberto Cecere e Luigi Garullo, mettendo in evidenza una lunga analisi del tema, delle criticità e delle priorità del sistema sanitario. Ecco ciò che hanno scritto:

“Già nel mese di febbraio 2017 avevamo inviato una nota per segnalare i gravi problemi della sanità pontina, rappresentando la nostra forte preoccupazione. Noi comprendiamo bene che i vostri ruoli impongano una serie di impegni e di obblighi rilevanti, ciò che però stiamo cercando di portare alla vostra attenzione, è l’assoluta necessità di aprire un confronto sui problemi della sanità provinciale. Ciò di cui parliamo è ben noto a tutti, liste di attesa infinite, carenza di posti letto (a Latina ce ne sono 2,58 teorici per ogni 1000 abitanti, contro la media regionale di 3,57), passando per la gravissima e cronica carenza di personale, pari ad oltre 1.200 unità rispetto all’organico minimo essenziale, soprattutto nei presidi ospedalieri, oltre che nei settori amministrativi. Tutto questo sta mettendo in ginocchio l’intero sistema della sanità pontina, con serie conseguenze per il regolare funzionamento dei reparti, dei servizi e più in generale di ogni altra attività, comprese talvolta, quelle salvavita. L’età media del personale della Asl di Latina è di oltre 56 anni, notevolmente più alta della media nazionale, inoltre negli ultimi anni la stessa Asl di Latina ha visto diminuire il personale di oltre mille unità e nell’anno in corso, anche per effetto dei pensionamenti aggiuntivi previsti con “quota 100” che stimiamo potranno essere dell’ordine di diverse centinaia, la situazione è destinata ad aggravarsi ulteriormente, rischiando di far collassare l’intero sistema. Attenzione puntata inoltre sui presidi ospedalieri di Terracina e Formia, che soffrono anche della carenza di investimenti e interventi, a partire da un’efficace rete informatica aziendale. Non va meglio a Latina. L’ospedale del capoluogo, il Santa Maria Goretti, pur essendo classificato come un Dea di secondo livello – non ha però, di fatto, mai visto realizzati appieno tutti gli interventi necessari. Il pronto soccorso che risulta essere uno dei più intasati del Lazio a causa della chiusura dei molti ospedali del territorio, versa in condizioni intollerabili e inaccettabili, con pazienti posti per giorni su barelle stanziate in corridoi e nei pressi dei servizi igienici. Le conseguenze di tutto ciò sono riscontrabili quasi tutti i giorni attraverso i media locali e i social network. Abbiamo anche, finalmente, appreso con piacere dell’avvio del bando per la stabilizzazione dei lavoratori precari che troveranno finalmente stabilità lavorativa, ma ribadiamo che ciò non sposta di un millimetro la questione: resta la carenza di personale per oltre 1.200 unità rispetto all’organico minimo essenziale, peraltro destinata ad aumentare drasticamente! Noi crediamo non sia più tollerabile assistere passivamente a questa situazione che fa regredire il nostro territorio anche in termini di qualità della vita. Siamo dunque a chiedere l’istituzione di un tavolo di confronto per definire gli interventi urgenti da mettere in campo per scongiurare il rischio di collasso del sistema sanitario della provincia di Latina”.

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