Giuseppe Conte

I sindaci della provincia di Latina hanno scritto una lettera congiunta e l’hanno inviata, nella mattibata del 24 ottobre , al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, alla presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, al presidente della Camera Roberto Fico e al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Nel testo della missiva  si chiedono aiuti concreti ed immediati alle categorie maggiormente colpite dalla crisi economica causata dalla pandemia e dalle restrizioni che si susseguono.

Ecco il testo della lettera: 

Onorevoli Presidenti,

la nostra gratitudine e infinita riconoscenza per quanto compiuto e deciso finora per il Paese, soprattutto in un momento in cui qualsiasi decisione non può essere dettata dall’esperienza, trovandoci noi tutti a vivere per la prima volta una pandemia di tali proporzioni.

Amare il nostro Paese, l’Italia, come cittadini, essere al suo servizio come Sindaci ci induce a scrivere questa lettera il cui spirito è identico a quello che ha animato ardue, sofferte e a volte impopolari decisioni prese in questo periodo che sta segnando profondamente la vita della nostra Repubblica.
Animati dallo stesso spirito di abnegazione e dimentichi della stanchezza, del sacrificio degli affetti famigliari e amicali, ma allertati e non indifferenti ai segnali di sconforto di famiglie intere che con il lavoro portano avanti i propri congiunti e non solo. Il collasso cui incorre il settore delle attività produttive con la particolarità della ristorazione, del commercio e degli operatori del mondo dell’intrattenimento, rende urgente e necessario un piano di aiuto socio-economico alle categorie maggiormente colpite. Così come è necessario che aumentino, attraverso procedure semplici e rapide,
le risorse umane nel campo sanitario per snellire gli iter strutturali diagnostici e nel campo della polizia locale per potenziare i controlli ormai sempre più necessari e sempre più richiesti dai nostri concittadini.
Il senso civico, l’etica e la morale, ma soprattutto il nostro essere “sentinelle” del territorio impone a noi Sindaci di non restare silenti ma essere, ancora una volta, parte attiva in una situazione ai limiti della sopravvivenza

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