liberta1Dovrebbe essere noto, a chi è solito leggere notizie dai giornali, di come i più grandi sostenitori delle libertà, quelli che si riempiono la bocca di belle parole e si schierano in prima fila nelle varie manifestazioni, siano in realtà i più chiusi a ogni forma di dialogo. È la cosiddetta eterogenesi dei fini. Costoro si prodigano per un obiettivo, in teoria a volte anche lodevole, ma poi diventano loro stessi espressioni peggiori di quegli atteggiamenti che rimproverano ai loro oppositori e che vorrebbero combattere. Nel caso delle libertà e dei diritti civili capita perfettamente. Più ci si lagna della necessità della libertà, della libertà di pensiero e di espressione (si pensi al motto ‘je suis charlie’) più si è intolleranti verso quella altrui. Paradossalmente (e ipocritamente) proprio contro quella dei cosiddetti oscurantisti, i quali non vorrebbero il dialogo e il confronto. È il caso, come segnalano molti quotidiani, del parroco di Arosio (provincia di Como) il quale a fine Messa ha detto: “L’ideologia gender è più pericolosa dell’Isis. La prima ci attacca dall’interno, la seconda dall’esterno”. E giù le polemiche, private (pare ci sia stato un confronto tra il sacerdote e un parrocchiano ferito da queste affermazioni) e pubbliche (con sfogo su Facebook). Il problema è più serio di questa scaramuccia. Se deve esistere la libertà di pensiero e di espressione, perché questi sedicenti paladini la devono impedire a chi non la pensa come loro?

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