Nel contesto dei villaggi indiani, le risorse di proprietà comuni includono foreste comunitarie, pascoli comuni, serbatoi e loro letti, spiagge, aie, fiumi e alvei, e capitale tecnico vario (pompe e sistemi di irrigazione, trazione animale, materiale in legno, e foraggi), dove un regime di proprietà ben definito potrebbe non esistere. Le risorse di proprietà comune sono quelle risorse che sono accessibili all’intera comunità o villaggio e per le quali nessun individuo ha proprietà o diritti di proprietà esclusivi. Nell’India pre-britannica, gran parte delle risorse naturali del paese era liberamente disponibile per la popolazione rurale. Queste risorse erano in gran parte sotto il controllo delle comunità locali. A poco a poco, l’estensione del controllo statale su queste risorse ha portato al decadimento del sistema di gestione della comunità tanto più che il colonialismo britannico ha imposto la cancellazione dei ministeri per le opere pubbliche. In questo processo, le risorse di proprietà comune a disposizione degli abitanti dei villaggi sono diminuite sostanzialmente nel corso degli anni. Tuttavia, è stato ampiamente riconosciuto e concordato che le risorse di proprietà comune svolgono ancora oggi un ruolo importante nella vita e nell’economia della popolazione rurale. Ancora oggi l’esistenza delle CPR è determinante per il mantenimento della biodiversità, dell’ecosistema agricolo e per i fabbisogni generali dei villaggi agricoli e per l’economia delle piccole e piccolissime proprietà private. Nel dicembre 1999, il dipartimento di statistica del governo indiano ha pubblicato i dati relativi ad un censimento e sondaggio condotto nelle comunità e nei villaggi agricoli indiani circa la struttura, l’economia e l’utilizzo delle “common property resources”, le quali non solo prevedevano fino ad un 28% del territorio del villaggio gestito secondo questa caratteristica di proprietà comunitaria “primitiva”, ma anche relativamente ai fattori legati al sostentamento delle famiglie costituite in gruppi comuni più allargati, chiamate “household”, che condividono l’abitazione, il consumo e la preparazione del cibo [la pubblicazione del censimento in inglese sulle CPRs può essere trovato a questo link].

Nel censimento e nella ricerca si legge: “In generale, le risorse di proprietà comune si riferiscono a tutte le risorse che sono accessibile a tutta la comunità e per la quale nessun individuo ha diritti di proprietà esclusiva. I diritti e le pratiche che determinano l’accesso a queste risorse sono generalmente convenzionali. In India, i CPR includono pascoli e pascoli nei villaggi, foreste del villaggio e aree boschive, aree protette e foreste governative non classificate, terreni incolti, aie comuni, drenaggio di bacini idrografici, stagni e cisterne, fiumi, ruscelli, serbatoi d’acqua, canali e canali di irrigazione. I CPR tradizionalmente sono stati una fonte di sostentamento economico dei poveri delle campagne e hanno svolto un ruolo importante di integrazione delle risorse nel sistema agricolo basato sulla proprietà privata. Sono anche la principale fonte di biomassa combustibile per la popolazione rurale. Nella presente inchiesta, i dati sulle dimensioni e tutte le forme e l’uso dei CPR sono stati raccolti utilizzando due diversi approcci concettuali. Delle tre principali categorie di CPR, vale a dire: terra, acqua e foreste, la presente inchiesta tenta di stimare l’entità delle CPR solo alla terra”.

Per quanto riguarda le dimensioni delle common property resources e la loro distribuzione circa la destinazione d’uso, il censimento produsse questi dati:


Data la dimensione del 67% delle proprietà agricole che sono al di sotto di 1 ettaro, l’importanza della tabella qui sopra evidenzia due elementi importanti:

  • Che il 15% dell’area agricola indiana complessiva è costituita da CPR
  • Che per ogni household (gruppo familiare più allargato) mediamente c’è uno 0,31 di ettaro in più che si aggiunge alla dimensione del terreno agricolo formalmente posseduto come proprietà privata o per i gruppi che non posseggono affatto alcuna terra.

Quel 15% di fatto include il villaggio stesso ed altre aree comuni, aie o terreni incolti. Al netto di queste differenze la risultante del terreno di tipo CPR per la coltivazione o per il pascolo è riportato dalle tabelle seguenti:

La successiva tabella riporta il rapporto della dimensione in ettari delle risorse CPR e la dimensione dei villaggi agricoli indiani.

Il rapporto pone l’attenzione sulla diminuzione, esaurimento e decadimento delle “common property resources” – che è detto per inciso l’altra faccia della lunga espropriazione e manomissione imperialista nella lunga e trentennale rapina dell’oro blu, dell’acqua:

Ci sono prove che indicano un rapido declino delle CPR, sia in termini di dimensioni che di produttività. Nella presente indagine, è stato fatto un tentativo di valutare il tasso di esaurimento nella dimensione della terra CPR.

La tabella T6 fornisce il tasso di esaurimento calcolato secondo l’attuale disponibilità di common property resource per household in ciascuna zona geografica. È importante notare che le stime del tasso di esaurimento si basano sui dati dell’attuale dimensione delle CPR e sulla dimensione che esisteva cinque anni fa prima di questo sondaggio. I dati su entrambi sono stati raccolti con un approccio de jure durante la presente indagine.La tabella T6 indica che l’area del terreno delle common property resource nell’India rurale sta diminuendo a un ritmo quinquennale dell’1,9%. I due tassi di declino più rapidi sono stati osservati nelle zone A-C del Gange medio (7,2%) e Trans-Gangetic (7,1%), dove l’attuale disponibilità di terreno per CPR per famiglia è pari a 0,07 ettari. La diminuzione percentuale relativamente alta è stati segnalata anche nelle zone A-C Eastern Plateau & Hills (5%) e Altopiano meridionale e colline (4,3%)”.


Se la tabella è corretta, dunque tra il 1995 ed il 1999 circa 19000 ettari sono stati sottratti, espropriati ai contadini. L’importanza delle common property resources per l’economia e la produzione agricola è notata dallo stesso censimento che nota:

La tabella T7 fornisce le stime di alcuni parametri di base che indicano l’entità dell’uso delle CPR dalle famiglie rurali. Circa la metà delle famiglie rurali raccoglie materiale naturale o di altro genere dalle common property resources. Il valore medio di queste raccolte annuali per famiglia a 693 rupie, che equivale al 3% della spesa media per consumi di una famiglia rurale.

Oltre alla raccolta di materiali, la popolazione rurale trae benefici dalle CPR in molte altre forme. Per esempio, si è scoperto che un quinto delle famiglie utilizza la CPR per pascolare il bestiame. L’utilizzo in comune delle risorse idriche di proprietà comune (CPWR) sono utilizzate anche da un’ampia parte della popolazione rurale per vari scopi. L’uso più importante della CPWR è, senza dubbio, per l’irrigazione della terra coltivata.

Circa il 23% delle famiglie utilizza le risorse idriche come cisterne, pozzi e pozzi tubolari di proprietà del villaggio panchayat o della comunità del villaggio o da quelle forniti dal governo come canali, fiumi e sorgenti del governo, per l’irrigazione della loro terra.

Ciò dimostra l’importante ruolo di integrazione delle risorse della CPR per l’agricoltura basata sulla proprietà privata. Anche l’uso della CPWR per l’allevamento del bestiame è risultato abbastanza comune – il 30% delle famiglie utilizza le risorse idriche di proprietà comune per questo scopo. Per le altre attività domestiche, circa il 3% delle famiglie utilizza le risorse idriche di proprietà comune.”.

Facendo una gretta contabilità capitalistica, la tabella di seguito mostra il rapporto tra quanto l’economia della proprietà comuni dà in confronto alla spesa media per il consumo

Relativamente all’uso delle risorse di proprietà comune da parte delle famiglie contadine, lo studio ha eseguito un raggruppamento delle stesse nelle seguenti 5 categorie:

  1. famiglie con la quota maggiore di reddito familiare in arrivo dal lavoro salariato retribuito
  2. famiglie che posseggono terra privata inferiore ai 0,2 ettari
  3. famiglie che posseggono terra privata tra 0,2 ettari e 0,5 ettari
  4. famiglie che posseggono terra privata tra 0,5 ettari e 1 ettaro
  5. famiglie che posseggono terra privata >= 1 ettaro.

Nel mentre procede inesorabile la polarizzazione sociale nelle campagne, l’esproprio delle common property resources, l’indebitamento delle comunità contadine e l’aumento di contadini senza terra, lo sciopero di questi giorni non nasce improvviso ed è la continuazione di quello del 30 novembre del 2018 quando sempre dal Punjub circa 100 mila contadini marciarono su New Delhi. Oggi la dimensione della compressione delle condizioni di vita e di lavoro dei contadini si fa ancora più drammatica, in quanto la legge Modi intende accelerare il processo di spopolamento ed esproprio forzato (per mezzo del debito e della concorrenza capitalistica), perché il mantenimento del compromesso sociale nelle campagne realizzato dal gandhismo e neo gandhismo appare impossibile per il livello della crisi generale e mondiale del capitale, ulteriormente aggravata dalla pandemia.

Note:
  1. Tra il 1995 ed il 2015, circa 300 mila contadini indiani si sono tolti la vita per evitare che le loro famiglie venissero soffocate e strozzate dal debito.
  2. Esempio del processo di concentrazione della proprietà privata capitalistica della terra negli USA è riportato qui di seguito.

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