Salvini e Caputo

Anche i leghisti fanno la loro parte di corruttori e si che si sono definiti puri e crudi: e come al solito la disperazione dei più poveri mette in evidenza comportamenti non proprio ortodossi: infatti gli indagati sono Salvino Caputo, ex  sindaco di Monreale e commissario straordinario per i comuni della provincia di Palermo del movimento “Noi con Salvini” durante le elezioni amministrative che si sono tenute un mese fa, è stato arrestato nel corso di un blitz dei Carabinieri del comando provinciale di Palermo. Nei confronti dell’esponente della Lega un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal Gip del Tribunale di Termini Imerese su proposta della locale Procura della Repubblica. Al momento sono dodici gli episodi di compravendita di voti accertati dai militari e per i quali sono ora indagate diverse persone. Ai domiciliari, con la stessa accusa, è finito anche il fratello Mario, candidato non eletto nella medesima lista di Salvino, e il termitano Benito Vercio, 62enne accusato di essere un “procacciatore di voti”. I dettagli dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa tenuta dal Procuratore della Repubblica Ambrogio Cartosio, dal Sostituto Procuratore Annadomenica Gallucci e dal Comandante Provinciale Carabinieri di Palermo Antonio Di Stasio. L’avvocato Salvino Caputo è un politico di lungo corso che ha militato sempre nelle fila del centrodestra. Ex attivista del Msi, per due volte sindaco di Monreale, è stato per quattro legislature deputato regionale eletto con An e Forza Italia prima e con il Pdl poi. Nella primavera scorsa, dopo esser passato sotto la bandiera della Lega, è stato nominato commissario straordinario del movimento Noi con Salvini per i comuni della provincia di Palermo. Salvino risulta essere il primo politico siciliano colpito dalla legge Severino. Nel giugno del 2013 era infatti decaduto da parlamentare regionale in seguito a una condanna definitiva a un anno e cinque mesi per tentato abuso d’ufficio. Da sindaco di Monreale  avrebbe tentato di cancellare alcune multe che i vigili urbani avevano contestato all’allora arcivescovo Salvatore Cassisa e ad alcuni suoi ex assessori. Inutile il ricorso in tribunale con il quale Caputo aveva cercato di rimanere all’Assemblea regionale siciliana contestando l’illegittima retroattività della norma. Anche a causa di questi precedenti la nomina di Caputo da parte del coordinatore della Sicilia Occidentale di Noi con Salvini, Alessandro Pagano, era stata duramente contestata dal suo predecessore, Francesco Vozza.

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