Le ultime ore di Pamela Mastropietro

Pamela

E’ ancora Pamela Mastropietro e la sua orribile fine a tenere banco in questi giorni, anche alla luce di un contributo elargito alla vedova di un senegalese a Firenze e alla madre di lei nulla è stato dato. Infatti “Pamela Mastropietro voleva tornare a casa”, è la testimonianza del tassista Victor Alonso che la mattina del 30 gennaio ha accompagnato la ragazza romana, uccisa il 30 gennaio a Macerata nell’abitazione dello spacciatore nigeriano Innocent Oseghale, dalla stazione dei treni di Macerata ai giardini Diaz. La 18enne originaria di Roma è stata trovata il giorno successivo, a pezzi in due trolley lasciati lungo la strada a Casette Verdini. La testimonianza del tassista si incrocia perfettamente con quanto rivelato da un’impiegata alla biglietteria della stazione. La donna ricorda perfettamente quella ragazza bionda che dopo essere andata via dalla comunità di Corridonia, si è presentata allo sportello chiedendo un biglietto per Roma. Ma il treno era appena partito e la ragazza andò via. “Come faccio poi per tornare in stazione?” L’ultima domanda fatta da Pamela al tassista ha confermato che la 18enne voleva tornare indietro. Victor Alonso in un’intervista al Resto del Carlino ricorda la conversazione con la ragazza: “Saranno state le 9.45 o le 9.50. Salita in taxi mi ha chiesto dov’era il Sert. Le ho detto che era molto vicino e che se voleva l’avrei accompagnata. Ma lei ci ha subito ripensato dicendo che non aveva i documenti e inoltre che per andare al Sert bisognava essere iscritti. Poi mi ha chiesto di portarla ai giardini Diaz. Durante il tragitto le ho spiegato che quello era un postaccio, l’ho avvertita di stare attenta perchè di solito i giardini sono frequentati da gentaccia”. Il tassista ha ricostruito le ultime ore di vita della 18enne prima dell’incontro con lo spacciatore nigeriano:  “Arrivati ai giardini, abbiamo fatto un giro in auto intorno all’anello, lei guardava fuori dal finestrino. Mi sono fermato davanti alla Rotonda. Prima di scendere mi ha chiesto come avrebbe fatto a chiamarmi per andare alla stazione, specificando di non avere il telefono. Era chiaro che voleva tornare indietro per prendere un treno. Le ho lasciato il mio bigliettino e le ho detto che semmai si poteva far prestare un telefono se doveva chiamarmi, o che volendo poteva andare a piedi alla stazione, le ho indicato la strada. Pamela aveva pochi soldi la corsa veniva a costare circa 8 euro, lei me ne ha dati cinque e poi ha detto che doveva cercare gli spicci. Le ho detto che non importava, che andava bene così. E me ne sono andato”. Victor Alonso ha rivisto la ragazza un’ora dopo mentre entrava in farmacia con un africano: “Poi i due si sono diretti verso l’ingresso di uno dei palazzi di via Spalato vicini alla piccola area verde”. E dopo aver letto sui giornali la notizia del ritrovamento del corpo di Pamela fatto a pezzi e infilato dentro 2 trolley l’uomo ha chiamato immediatamente i Carabinieri ai quali ha raccontato quanto sapeva delle ultime ore di vita della sfortunata ragazza. Victor Alonso a fine intervista ha voluto sottolineare che lui non è il tassista abusivo camerunense che portò con Oseghale il corpo di Pamela inoltre che non è neppure il tassista che è stato insieme a lei il giorno prima che morisse. Lui è solo la persona che ha dato un passaggio alla ragazza dalla stazione al centro di Macerata e le ha dato tutte le indicazioni e il suo numero di telefono perchè potesse tornare indietro. Ma a quel numero la 18enne non ha fatto in tempo a chiamare. E’ stata uccisa prima. Così è finita la ragazza romana.

 

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