1372747937-famigliaQuando si parla di matrimoni tra persone dello stesso sesso, adozioni e inseminazioni artificiali varie si parte sempre da un presunto diritto dei singoli a essere genitori e si ignora, sempre, il bene del bambino. Quando lo si prende in considerazione si sostiene, a torto, che per questi bambini sarebbe molto meglio crescere con l’amore (termine quanto mai abusato, tradito e incompreso in questa nostra epoca) di due genitori dello stesso sesso, piuttosto che con nessuno. Il settimanale Tempi riporta le testimonianze di alcuni di questi figli di coppie omosessuali. E i racconti sono di un dolore atroce e straziante. Leggiamo di “Jean-Dominique Bunel, 66 anni, francese, cresciuto da due donne lesbiche, spiega che «non è stato il tabù dell’omosessualità a farmi soffrire, ma avere genitori dello stesso sesso».” Oppure “Bronagh Cassidy è figlia di due donne che nel 1976 fecero ricorso all’inseminazione artificiale mescolando lo sperma di due amici gay «per assicurarsi che nessuno avrebbe saputo chi fosse il padre». E oggi confessa: «Crescendo ho sempre avuto la sensazione di essere qualcosa di innaturale (…).” Anche se solo due, e non sono solo queste, le testimonianze di coloro che hanno vissuto, e vivono, queste situazioni andrebbero quantomeno ascoltate e prese in considerazione. Purtroppo le ideologie ignorano l’onesta intellettuale e le campagne mediatiche atte a scardinare i sistemi prevedono il bombardamento su episodi e casi positivi (magari anche solo apparentemente o falsi). Ma si sappia che non è affatto così.

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