Incendio

C’è il primo risultato dell’ inchiesta sull’incendio alla Loas di Aprilia divampato il 9 agosto dello scorso anno nei depositi dell’azienda in via dei Giardini e durante il quale sono bruciate tonnellate di rifiuti provocando una pesante contaminazione dell’aria in una vasta area della città. I sostituti procuratori Carlo Lasperanza e Andrea D’Angeli hanno chiuso l’indagine con tre avvisi di garanzia a carico di Alberto Bernabei, legale rappresentante della società, Antonio Martino e Liberato Ciervo, soci della stessa, venendo a loro contestato l’incendio colposo e avendo la Procura concluso che qualcuno abbia volontariamente appiccato il rogo e che i responsabili della Loas non abbiano presentato una Scia antincendio.  Tra i capi di imputazione anche le violazioni in materia di gestione dei rifiuti e smaltimento delle acque reflue visto che al momento del divampare delle fiamme nel sito ci sarebbe stata una quantità di rifiuti superiore al consentito. L’incendio aveva costretto l’amministrazione comunale di Aprilia ad emettere un’ ordinanza che conteneva le misure a tutela della salute pubblica con il  divieto di raccolta, vendita e consumo di frutta e verdura e di tutti i prodotti di origine animale provenienti da un’area ricadente nel raggio di due chilometri dall’incendio e raccomandazioni ai residenti della zona di allontanarsi dalla propria abitazione o tenere comunque chiuse le finestre, per prevenire il possibile passaggio di inquinanti, compresi gli impianti di areazione forzata.

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