Primarie PD

Il dubbio amletico: primarie o non primarie? Da sempre questa è la linea del Partito Democratico che, in forza di una conseutidine basata sulla scelta democratica degli iscritti e simpatizzzanti del partito maggioritario di centro sinistra, utilizzerà ancora una volta questo strumento per scegliere i candidati da far scendere in campo nelle amministrative comunali del 2021. In ballo ci saranno le poltrone di sindaco di dioversi capoluoghi di regione, tra cui Roma, Napoli, Torino. Ma si terrano non prima del mese di gennaio del 2021. A Torino si è tenuto conto della proroga dello stato d’emergenza fino al 31 gennaio del 2021, per cui le elezioni per scegliere il successore del sindaco Chiara Appendino, che ha già annunciato che non si candiderà per il secondo mandato, pur avendone diritto, sono state spostate. La data prevista è stata stabilita per il primo weekend di febbraio. A Bologna e Napoli il progetto non passerà per via della età media degli elettori troppo alta, per questo motivo le segreterie a breve si riuniranno per decidere il dà farsi. A Milano la decisione è in mano al sindaco in carica Giuseppe Sala, il quale ha già fatto sapere che scioglierà la riserva nel mese di novembre sulla sua ricandidatura a primo cittadino della città ambrosiana. In caso di una sua rinuncia, il Pd meneghino organizzerà in tempi brevi le consultazioni tra i cittadini che volessero partecipare alla scleta del nuovo candidato della coalizione del centro sinistra che sta governando fin dai tempi di Giuliano Pisapia. Ma gli sguardi delle segreterie nazionali del partito di Nicola Zingaretti e del movimento pentastellato si stanno rivolgendo verso Roma, dove senbra essere al capolinea l’avventura politica di Virginia Raggi, e secondo il nuovo corso deciso dallo stesso governatore del Lazio e dal ministro Luigi Di Maio, nella capitale la decisione è stata presa nell’ambito si un incontro che si è tenuto presso la direzione nazionale del PD. La linea è stata una sola: le primarie, che come è stato deciso, “si faranno ed il messaggio vale per tutti.” E quindi è partita la costruzione dell’alleanza del centro sinistra, ma questa volta con la partecipazione del M5s. E’ stato ribadito che anche il leader nazionale di Azione Carlo Calenda, che ha già dato la sua piena disponibilità alla candidatura, dovrà passarre attraverso il vaglio delle primarie, una possibilità che lo stesso ex ministro non sta accettando volentieri. La decisione di rinunciare a questo sistema di partecipazione diretta è nelle mani del segretario dem, a sua volta tentato di lanciare nella mischia uno dei big nazionali per strappare la poltrona del Campidoglio ad una candidatura forte che sarà espressa dal centro destra nei prossimi mesi.

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