veronesiTante cose passano e vengono dette e durano il tempo di un ‘mi piace’ e di un retweet e poi vengono dimenticate dalla nostra memoria. Ma a passare sono i nostri ricordi non quelle parole e non le ideologie che le hanno suscitate e che si stanno realizzando nel nostro mondo. Un esempio sono le parole di Umberto Veronesi dello scorso dicembre e riportate dal sito ladonnasarda.it: “Scorrendo tra le pagine della recente autobiografia “Confessioni di un anticonformista”, pubblicata da Marsilio editore, leggiamo la dichiarazione esortativa che nelle ultime ore continua a spaccare le coscienze: “Per una donna povera prestare il proprio utero a pagamento può essere l’occasione per migliorare sensibilmente il proprio tenore di vita, per aiutare i figli a pagare gli studi“.  Sempre Veronesi nel 2011 sosteneva: “Se facciamo un discorso ampio, si possono moltiplicare gli esempi di “affitto”. Il minatore che scende in miniera per ricavare il carbone prezioso alla società, “affitta” le sue braccia che usano il martello pneumatico. Anche lo scienziato che offre il suo cervello a pagamento affitta un suo organo. È certamente una visione forse troppo razionalizzata, che probabilmente scandalizza e fa arrabbiare, ma il fatto di “affittarsi” fa parte della nostra società“. Confondendo e paragonando la miniera e la ricerca scientifica alla vita umana, cose cioè di cui uno può disporre come vuole. E la linea (nemmeno troppo) sottile che Veronesi ignora è quella che passa tra la vita propria e quella altrui. Per cui se un minatore può decidere di licenziarsi e cambiare lavoro (o essere licenziato) così come per lo scienziato che può utilizzare il suo cervello per altre ricerche, un uomo non può decidere se un altro deve vivere o meno. O, peggio, concepirlo (volente o no cambia poco) e poi ergersi a imperatore capace di determinare la permanenza in vita di una persona. Le persone, quindi, diventano cose e su di esse si può guadagnare. Ma non era stata debellata la schiavitù? Ma che cos’è una persona? Una cosa? Una risorsa per vivere (come il lavoro)? O un mezzo per raggiungere altri fini (come la scienza)? Sarebbe curioso sapere cosa risponderebbe Veronesi, ma ad essere sinceri vengono anche i brividi ad immaginare certe risposte.

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