Rio Santa Croce

Il contratto di fiume che è stato firmato anche dal Comune di Formia non ha prodotto i risultati sperati, tanto che ancora una volta i dati che ogni anno vengono raccolti dai volontari di Goletta Verde sul Rio Santacroce confermano inequivocabilmente il suo inquinamento, pertanto dimostrando ancora una volta che questo strumento deve essere ancora perfezionato. Ed ecco quello che hanno detto i responsabili delle liste che appoggiano il candidato sindaco Paola Villa, Un’alòtra città e M5S: ““Inquinato”. Così Goletta Verde, la campagna di Legambiente che monitora ogni anno lo stato dei mari e delle foci dei fiumi descrive la foce del Rio Santa Croce a Gianola: un dato che purtroppo non ci sorprende ma che almeno viene confermato dopo decenni di valutazioni ancora peggiori e che dimostra come il percorso avviato nel biennio 2019 – 2020 è quello giusto e va proseguito con ancora maggiore determinazione. Le criticità del rio Santa Croce a Formia sono note da tempo seppure pochi ne parlino ma le azioni messe in campo dall’ultima amministrazione sono evidenti e foriere di benefici a cominciare all’avvio del “Contratto di fiume Capodacqua – Santa Croce”, Formia capofila, con i comuni di Minturno e Spigno Saturnia che ha determinato l’avvio della ricerca di scarichi abusivi e la chiusura di condotte di acque reflue lungo tutto il torrente. E non solo, perché da questa prima incisiva azione, a raggiera se ne sono dipanate altre che hanno contribuito a migliorare lo stato delle acque del nostro comune vedi l’individuazione del canale tombinato di Largo Paone che sfocia nella darsena di Mola e degli scarichi abusivi nel torrente Rio Fresco”. Aggiungono: “E’ evidente però che la tutela del nostro mare non poteva passare attraverso queste solo azioni e va ricordato, e sottolineata, la delibera di Giunta comunale che non ha rinnovato le concessioni demaniali agli impianti di acquacoltura posizionati davanti la spiaggia di Vindicio, a cui non ha fatto ancora tuttavia seguito analoga decisione da parte del Comune di Gaeta, con il risultato che ancora oggi non si ottempera alla decisione regionale ormai di oltre dieci anni fa che ordina la delocalizzazione degli impianti ittici oltre Punta Stendardo”. Tutela del mare, come ha detto il movimento Un’Altra Città, “Che abbiamo ribadito quando l’Amministrazione si è costituita parte civile al processo per disastro ambientale e inquinamento doloso presso il Tribunale di Salerno a seguito dello sversamento in mare di 130milioni di filtri in plastica, rinvenuti anche su tutto il litorale pontino, dal depuratore di Capaccio Paestum (Salerno), ad altra analoga costituzione di parte civile presso il Tribunale di Cassino al processo per inquinamento ambientale contro il fenomeno di dispersione e di accumulo di plastica derivante dall’uso dei retini. E, infine, al più recente esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino a seguito del rinvenimento di dischetti in plastica sulle spiagge di Gaeta e Formia, materiale utilizzato come sistemi di filtrazione negli impianti di depurazione di acque reflue”. E ancora, nell’ottica della proposta: “Va ricordata la realizzazione della prima casetta dell’acqua presso la Pineta di Vindicio, i cui proventi hanno consentito la collocazione della seconda casetta dell’acqua nel quartiere di San Giulio tesa a una efficace riduzione dell’uso della plastica”. Concludono i due Movimenti che sosteranno Paola Villa alle prossime amministrative: “Le attività di proposizione politica, di monitoraggio del territorio e l’impegno per la tutela del nostro mare, continuano anche in questi mesi, al di fuori dei ruoli e dell’amministrazione comunale, perché il nostro mare e le nostre acque vanno tutelate prima di tutto dai cittadini”.

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