images Le isole di plastica scoperte alla fine degli anni 90, grandi come mezza India e formate da tonnellate di rifiuti, oggi si sono rimpicciolite così tanto che quasi non si vedono più: sembrerebbe una buona notizia che promette mari più puliti in futuro, ma il mistero sul destino di queste scorie naviganti, non lascia dormire sonni tranquilli agli scienziati. Dal 1970 a oggi la plastica riversata in mare dovrebbe essere passata da 45000 a 180000 tonnellate all’anno, ma di questo continente virtuale, sembra che non ci sia più traccia. Saranno affondate nelle profondità oceaniche ? O sono state divorate da organismi mangia-plastica? Le ipotesi non mancano, ma non ci sono conferme, le grandi isole di plastica sono in tutto cinque: due nel Pacifico, al largo della California e vicino all’Ecuador, una nell’Oceano Indiano tra Madagascar e Australia e altre due nell’Atlantico tra Caraibi e Nord Africa e tra Brasile e Sud Africa.L’80%dei rifiuti di plastica arrivano in mare da fiumi d’impianti di smaltimento che si versano sulla costa, il rimanente 20% sarebbe dovuto al traffico navale e alle imbarcazioni turistiche come le navi di crociera. La velocità di decomposizione della plastica è estremamente ridotta: per un sacchetto della spesa sono necessari da 10 a 20 anni, per una bottiglia fino a 450 anni! L’ipotesi più accreditata resta quella secondo la quale esistono alcuni tipi di alghe parassite che avvolgendosi alla plastica l’avrebbero trascinata negli abissi dell’oceano, per il resto avrebbero provveduto anche pesci spada, calamari, anguille e seppie e cioè la fauna mesopelagica che vive tra i 200 metri di profondità ed emerge di notte per nutrirsi.

Rino Sortino
Author: Rino Sortino

Giornalista e opinionista televisivo, nel passato ha partecipato in qualità di opinionista a trasmissioni quali "passione sport" presso lazio tv e gold tv

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui