Reperti

Nella giornata del 10 giugno sono stati presentati in diretta streaming dalla sala conferenze dell’Associazione della Stampa Estera a Roma, gli accezionali ritrovamenti portati alla luce nella Grotta Guattari di San Felice Circeo. Le ricerche hanno portato alla scoperta di decine di reperti di Homo Neanderthalensis risalenti a circa 60mila anni fa e inseriti in una paleosuperficie di una tana di iena pleistocenica insieme a varie centinaia di reperti di animali cacciati dal predatore. L’eccezionalità della scoperta, oltra agli importantissimi reperti umani, consiste nel rinvenimento di un deposito archeologico che si sviluppa per oltre 60mila anni e permette ai ricercatori di ricostruire la storia, il clima e la morfologia del territorio del Lazio costiero e della costa tirrenica dell’Italia centrale durante questo periodo della preistoria.  La grotta, profonda, umida e buia, era rifugio soltanto per le iene, che si nascondevano da altri animali e portavano le loro prede, compresi gli uomini. Carcasse, ossa perforate e rosicchiate, tante da creare uno strato di pavimento che centinaia di migliaia di anni dopo si sono trovati davanti gli esperti della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio quando hanno deciso di tornare a scavare nella Grotta di Guattari. Un numero di reperti “unico al mondo”, che permette agli esperti di riconoscere nella Grotta Guattari “una banca dati di inestimabile valore”. Ha annunciato, nel corso del convegno che si tenuto a Roma, Paola Refice, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle province di Latina e Frosinone: “Come Soprintendenza  siamo in grado di assicurare, in modo evidentemente non quotidiano, una serie di visite alla Grotta Guattari che saranno gestite dal nostro ufficio distaccato di Sabaudia. Sul nostro sito sarà possibile prenotare dal primo weekend di luglio”. Insieme alla Soprintendenza, anche il Comune di San Felice Circeo è al lavoro per rendere fruibile la Grotta anche in modalità virtuale con l’ausilio di visori 3D. Ha aggiunto il sindaco Schiboni intervendo alla conferenza si presentazione delle immagini inediti dei resti fossili scoperti nella grotta: “Essendo un sito delicatissimo- daremo priorità alle visioni con realtà virtuale. Sto lavorando alla creazione di un centro internazionale di studi neanderthaliani, considerando anche che l’uomo di Neanderthal si può considerare il primo cittadino europeo“. A proposito del centro internazionale, Schiboni ha specificato che sarà un luogo per le “attività di ricerca degli esperti e ci sarà anche un museo con la certezza che questi reperti trovino la loro collocazione proprio a San Felice Circeo con strutture certe, protette e di alto livello, tecnologicamente visitabile”. Questi, ha detto ancora, “sono degli obiettivi che per San Felice rappresentano anche un riconoscimento culturale importante perché sulla cultura stiamo investendo e lavorando e vorremmo essere anche una città della cultura europea.”

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