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Due giorni che sono stati importanti poer quanto riguardio le Giornate Europee del Patrimonio, che si sono svolte in tutta Italia il 26 e il 27 settembre, ed anche a Formia sono state importanti, perché delle perle che sono disseminate lungo tutto il territorio, che rievocano storie, momenti di passaggio di grandi viaggiatori e artisti di ogni genere nelle varie epoche storiche, anche Formia si è mostrata all’altezza della situazione. Certo, non si poteva visitare tutto, ma comunque sono stati tirati a lucido i “gioielli di famiglia” per queste due giornate che comunque dal punto di vista meteorologico non sono state certamente esaltanti. Infatti temporali e anche un po’ di vento fastidioso non hanno permesso di fare il pieno, come la RtA Sinus Formianus, che ha in gestione diversi siti archeologici della città, in ottemperanza alle disposizioni per il contenimento del Covid dove tutti i visitatori si sono comportatiin modo esemplare. Una visita a quelli che sono i resti di una florida testimonainza, come quella dell’area Archelogica di Caposele, dove ci sono i resti di magazzini che approvvigionavano la villa, ed anche i resti che sono stati resi accessibili al pubblico ha permesso di capire come la villa marittima ha avuto sicuramente dei padroni di alto rango, con dei servi che lavoravano in questo luogo per tutti i giorni dell’anno, delel vestigia che rendono acnora più lustro alla Portofino dell’epoca, dove le ville dei ricchi sono state sicuramente importanti, con dei passaggi di proprietà derivanti dal cambio del potente di turno come è accaduto a Cicerone, uno dei più celebri personaggi della Roma antica che hanno calcato la terra formiana. E quindi quello che è chiamato il “mausoleo di Cicerone”, un luogo dove in tempi recentissimi Mibact e Comune di Formia hanno sottoscritto un accordo d’intesa per la valorizzazione di questo luogo, anche questo ammirato nei secoli e anche depredato per fini edilizi. Ricordare la storia, la vita del celebre oratore, come nel caso che lo spesso arpinate scrioveva al suo amicpo Attico, rende vivi ancora oggi i luoghi dove lui ha vissuto a Formia in un rapporto di odio e amore con questi luoghi. Secondo la tradizione che ha tramandato nelle sue memorie Plutarco, il 7 dicembre del 43 a. C. il senatore della Repubblica romana è stato assassinato per ordine di Marco Antonio ed il luogo, dove si presume sia avvenuto il suo assassinio, è rimato immortale dei secoli quando tutti, passando per la Via Appia, ammiravano questo momumento alla sua memoria. Ed infine Formia ha nelle sue viscere uno dei goielli della ingegneria idraulica più avanzati nìdel tempo: il Cisternone Romano, una vera e propria cisterna di accumulazione delle acque che scedevano su dalle montagne circostanti per poi essere da questo luogo inviate per le case dei ricchi signori che disponevano di un impianto idraulico per l’uso quotisiano del bene “acqua”. Ma non solo la Sisus Formianus: anche il Museo Archeologico, sito sotto il Municipio del Comune di Formia, ha aperto le sue porte ad un patrimonio straorinario che il pubblico deve avere più coraggio ad ammirarlo, per via delle testimonianze là custodite. Ma anche gli altri luoghi del passato dell’antica Formiae, anche se non erano visitabili, comunque hanno fatto da cornice splendida a questa giornata, come le torri di Mola e Castellone, la Fontana romana di San Remigio,ed altro ancora. In una giornata, come quella di domenica, che era anche la Giornata Mondaile del Turismo, anche se nel calendario ci sono più giornate che giorni effettivi, tutti i luoghi sono posti dove la storia degli uomini ha incontrato il territorio, e la degna conclusione di un video sulla pagina ufficilale del Comune di Formia sul patrimonio storico della città ha reso onore a un luogo dove storia ed arte si sono incontrati all’ombra di ulivi ed agrumeti. Anche perché il vicesindaco nonché assessore alla cultura Carmina Trillino si è spesa in prima persona perché tutto si svolgesse nel migliore dei modi, anche in occasione della visita mattutina dell’autobus dell’associaizone Acropolis di Milano dove lei ha fatto gli onori di casa mostrando a questo gruppo uno dei “gioielli di famiglia” incastonati nella nostra lingua di terra profumata di aranci e di limoni.

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