LE ELEZIONI PRESIDENZIALI IN CILE VINTE DA SALVADOR ALLENDE

Allende
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Salvador Allende
Salvador Allende

Il 4 settembre del 1970 si tennero le elezioni presidenziali in Cile, una tornata elettorale molto incerta che vedeva contrapposti diversi antagonisti alla poltrona presidenziale della capitale Santiago. In quel frangente ci furono anche le elezioni politiche e i candidati erano Salvador Allende del Partito Socialista del Cile, di estrazione marxista, Jorge Alexandri Rodriguez del Partito Nazionale Democrazia Radicale e il candidato del Partito democratico del Cile Radomiro Tomic Romero. Siccome nessuno dei candidati secondo la costituzione vigente in quel momento aveva ottenuto il 50% più uno dei voti, si arrivo a determinare la vittoria attraverso i Voti del Congresso Nazionale, ossia i deputati avrebbero dovuto scegliere il presiedente che li avrebbe guidati per cinque anni. Grazie ad un accordo tra il Partito Socialista ed il partito Democratico, vinse con 153 voti Salvador Allende, che risulto alla storia come il primo presidente dichiaratamente marxista votato in una elezione democratica. Oggi questa cosa farebbe sorridere e non poco, ma stiamo parlando del periodo delle dittature militari, sostenute militarmente ed economicamente dagli USA: Ovviamente Allende cercò di portare avanti una politica socialista ma che creò di fatto una crisi economica senza precedenti ed il discorso del deputato democristiano Claudi orrego è realmente significativo, e ne riportiamo il passaggio: “il paese sta soffrendo attualmente una crisi che non ha paragone nella nostra storia patria, durante centosessanta anni e tanti anni di vita indipendente…. Fino a questo momento la crisi non si risolve; al contrario, si acutizza giorno per giorno. Per questo motivo, noi, oggi, in questo consesso e di fronte al Cile, vogliamo dire che è arrivata l’ora, che è arrivato il momento per dire un’altra volta responsabilmente la nostra verità davanti al paese e davanti alla storia, perché il Congresso non può continuare a tacere la grave situazione che attraversa il Cile e deve avanzare un giudizio globale su di essa, perché la situazione di illegalità riguarda oltraggi reiterati alle risoluzioni del Congresso Nazionale, nonché oltraggi reiterati alle attribuzioni del Potere Giudiziario, ed ancora oltraggi reiterati alle facoltà dell’Organo di controllo generale della Repubblica e oltraggi reiterati ai diritti dei cittadini, ai mezzi di comunicazione dei cileni, e perfino, in alcuni casi, alla libertà delle persone…. Con questo quadro, signor Presidente, non bastano soluzioni parziali. Dentro questo quadro, quando un paese si sgretola, non bastano piccole manovre di politica sovrastrutturale. Qui bisogna risolvere i problemi di fondo il Potere Esecutivo aveva smesso di rispettare la Costituzione e la Legge, il che ha dato luogo all’illegittimità del mandato e all’esercizio del potere del Presidente della Repubblica …” Di lì a poco il colpo di stato organizzato dai militari guidati dal generale Augusto Pinochet che destituì Allende il quale per non cadere vivo nella mani dei golpisti, preferì uccidersi, Le sue ultime parole furono: È possibile che ci annientino, ma il domani apparterrà al popolo, apparterrà ai lavoratori. L’umanità avanza verso la conquista di una vita migliore.” 

 

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