LE CASE DELL’UOMO E LA CASA DI DIO: CONVERSAZIONE CON DON GIANNI CARDILLO

Don Gianni Cardillo
Don Gianni Cardillo

In questa settimana abbiamo di nuovo chiesto a Don Gianni Cardillo, parroco di San Pietro a Fondi un colloquio sui templi dell’uomo e il tempio di Dio attraverso questa domanda: C’è un canto di Don Francesco Buttazzo che nel ritornello recita così: “La sua casa è nel cuore dell’uomo, è lì che lui vive con noi. La mia casa, la mia vita è la dimora di Dio.” Eppure noi non dimoriamo con lui, preferiamo altri templi invece di frequentare la sua casa. E’ un problema del nostro tempo, come lo superiamo?

La risposta è stata molto significativa e la riportiamo per intero:

 

DIO HA MESSO L’ETERNO NEL CUORE DELL’UOMO , troviamo scritto nel Qoelet 3,11.

 

Dio è la meta ultima di ogni aspirazione dell’uomo, anche se non sempre è palese. Per trovarla Dio ha da sempre un meraviglioso progetto sull’umanità. Per questo desidera annullare ogni distanza che lo separa dall’uomo e renderlo uguale a sé. E l’impegno di Dio per l’umanità sin dalle prime pagine della Bibbia. L’impegno di Dio per ogni uomo da sempre è proprio quello di aiutarlo ad andare in fondo a se stesso. Entrare ‘dentro’ il suo cuore, lì dove Cuore e Anima s’intersecano e dialogano.

Il mio cuore è inquieto finché non riposa in Dio, ci dice il grande padre della Chiesa, Agostino. È nell’intimità di noi stessi che troviamo Dio. Lui vuole abitare nella casa più bella e più calda che è il nostro cuore. L’impegno nostro deve essere quello di costruirgliene una ‘dentro’ di noi. Questo è il lavoro più duro e più fine che possiamo realizzare. Lo possono dire tanti che vivono la vita contemplativa più intensamente di chi vi parla.  Lo può dire San Pietro che sul Monte Tabor esclama: “E’ bello  Signore per noi stare qui, perché non facciamo tre tende, una per te, una per Mosè, una per Elia?”.Per richiamare un  contemplativo vicino a noi… lo può dire Carlo Carretto che dopo avere servito Dio dentro le ‘case’ dell’uomo, dopo essersi fermato in tante ‘case/chiese’ ha preferito fare la scelta di servirlo nel deserto, luogo aspro dove  lo ha trovato in pienezza.  Lo può dire la beata Madre Teresa che dopo aver contemplato Dio nel tabernacolo della Sua Cappella, insieme con le sue consorelle usciva per le strade di Calcutta e raccoglieva uomini e donne per curarli e amarli perché nel loro volto contemplava lo stesso volto di Gesù che aveva contemplato nel suo Cuore e nella sua Cappella.

La domanda che possiamo porci è la seguente: Come mai gli uomini oggi preferiscono altre case, altre dimore? Case e dimore che non danno quella serenità di fondo al cuore dell’uomo che rimane inquieto?

Il discorso è culturale. Oggi si preferisce maggiormente coniugare la propria immagine, il proprio potere, il proprio avere come termini di affermazione sull’altro. Strade che portano verso l’impossibile o che sul momento allettano, ma lasciano il cuore vuoto, intriso di parole altisonanti e di paure a lungo andare.

Il discorso è di una spiritualità fragile e frammentata che si contenta di spot spirituali, di luoghi che sono pur utili, ma che non sempre rispondono alle esigenze del cuore, alla quietudine dell’anima serena. Può capitare che dopo avere vissuto in gruppo alcuni di questi momenti e sentirsi riempiti si cercano ulteriori momenti che soddisfano il contingente.

Il discorso allora sarà quello di creare luoghi duraturi dentro di se dove si affronta il presente con realismo, con il Dio Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe che in certi momenti sparisce dal radar dei nostri pensieri e del nostro essere perché  tu possa trovarlo silenziosamente, come tirocinio della vita nei luoghi dove Lui come Presenza silenziosa  rimane.

La domanda del perché l’uomo di oggi preferisce altri templi invece di frequentare la sua casa. Se per casa intendiamo i luoghi di culto… è presto detto… oggi si preferisce star lontano dai luoghi di culto … forse per un’assuefazione che certi luoghi trasmettono…. forse maggiormente perché questi luoghi li identifichiamo con le istituzioni verso cui ci si dimostra allergici e riottosi…. li identifichiamo con le persone che possono risultare più o meno accettati…. ma la nostra fede ci invita andare oltre… Dio dimora in me, Dio dimora in te, Dio dimora in ogni luogo, Dio dimora nei cieli…. Lui è Amore.

E quindi possiamo dire che l’uomo può trovare pace e rifugio sicuro nel suo cuore.

 

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