imgres Le banche popolari sono molto diverse dagli Istituti di credito perché nascono intorno al territorio e spesso prendono il nome dalla sua stessa vocazione, credito rurale, cassa artigiana, banca corporativa, si tratta di banche la cui funzione non è solo quella di raccogliere il risparmio locale, ma anche di promuovere la crescita del territorio finanziando progetti di sviluppo, di attività agricole, artigiane, e a volte anche politiche del territorio. I clienti che portano i loro soldi in quelle banche, hanno un rapporto privilegiato con i dipendenti che vi lavorano e perfino con i dirigenti di quelle banche, siamo un paese di 60 milioni di abitanti, con 8.047 comuni, di questi oltre il 90% è costituito da comuni al di sotto dei 20 mila abitanti, questo significa che il piccolo risparmiatore italiano, colui che mette in banca la sua liquidazione, di una vita, è anche in grado di conoscere i singoli impiegati della banca, li chiama per nome, accetta i loro consigli e si fida di loro. Luigino d’Angelo il pensionato di Civitavecchia che si impiccò nel sottoscala della sua casa, si fidava della banca Etruria, cui aveva affidato i suoi risparmi e sbagliava perché stando ad un impiegato della banca che ha un procedimento penale e un contenzioso aperto, il compito dell’istituto di credito era quello di raccogliere quattrini per tappare le falle della banca e per farlo non esitavano a piazzare obbligazioni subordinate che sono titoli ad alto rischio, che a differenza delle obbligazioni ordinarie nel caso in cui la banca andasse a fondo quelle obbligazioni vengono riportate soltanto una volta che siano state rimborsate tutte le altre obbligazioni. Pertanto il rischio che le sue obbligazioni diventassero carta straccia era elevatissimo, ma Luigino d’Angelo come tanti altri risparmiatori questo non lo sapeva e si fidava dei consigli dei loro amici impiegati. II governo ha promesso di intervenire con un fondo speciale di 100 milioni, ma quello che si è incrinato è l’esercito dei piccoli risparmiatori del nostro paese e le banche, il mondo del risparmio italiano è quello che impedisce al nostro paese di collassare sotto un enorme debito pubblico perché con i soldi dei piccoli risparmiatori, le banche comprano titoli di stato, sostenendo così il debito nazionale. L’impiegato di banca ha l’accesso ai segreti del nostro banco economico, così come il prete ha l’accesso al nostro conto aperto con Dio, il rapporto è di affidamento, chi decide di acquistare questo o quel prodotto finanziario lo fa perché si fida dei consigli dell’impiegato, non certo perché ha capito qualcosa delle decine di pagine di contratto delle obbligazioni, scritte in maniera fittissima, a caratteri minuscoli e con un linguaggio che se non si è commercialisti è di difficile comprensione. La lettera che Luigino D’Angelo ha scritto al computer, appena venti minuti prima di impiccarsi, è un documento fondamentale per la Procura di Civitavecchia, che ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio. C’è da sperare come sempre che occorre imparare dagli errori compiuti, così come occorre sperare che a pagare non siano sempre i clienti, i più indifesi, perché per simili allegre gestioni, un pensionato si è tolto la vita e tante persone corrono il rischio di essere rimborsati solo una parte di ciò che hanno investito.
Rino R.Sortino

Rino Sortino
Author: Rino Sortino

Giornalista e opinionista televisivo, nel passato ha partecipato in qualità di opinionista a trasmissioni quali "passione sport" presso lazio tv e gold tv

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