Le aggressioni in ospedale: l’intervento del direttore ASL Latina Casati

Giorgio Casati

L’ultimo episodio accaduto negli ospedali della provincia di Latina è quello del Goretti di Latina dove un paziente di Roma, che era in attesa nel reparto di cardiologia, ha sfasciato una finestra. Ma aggressioni di questa natura, rivolte anche al personale medico e infermieristico, sono quasi all’ordine del giorno. Sul caso interviene Giorgio Casati,direttore generale della Asl di Latina, intervistato dall’agenzia di stampa Dire. Casati ha  spiegato che effettivamente sempre più frequentemente, nel Lazio così come nel Paese, si verificano “comportamenti di violenza diffusi”. E quanto accaduto nel nosocomio del capoluogo è un vero e proprio atto di vandalismo. Ha detto all’agenzia Dire il direttore Casati:  “Sembra che l’atto sia dovuto più allo stato emotivo del paziente ma nel frattempo stiamo raccogliendo elementi per capire qualcosa in più. Molto spesso  gesti di questa natura sono dovuti a situazioni di squilibrio mentale o ad alterazioni dovute all’uso di sostanze stupefacenti o di alcol. Situazioni prevedibili con una attività formativa e buona comunicazione da parte dei medici e degli operatori tese cioè ad intercettare segnali che preludono atti di violenza da parte di una persona e dunque gestirli.” Per il direttore della Asl esiste però una tendenza all’aumento di aggressione e violenza: “Se da un alto  bisogna gestire al meglio la situazione, dall’altro bisogna trasmettere messaggi alla popolazione che siano più positivi. Alla Asl di Latina afferiscono ben 42 strutture fisiche separate e riuscire ad avere un sistema monitoraggio così diffuso per presidiarle tutte richiede un impegno importante che non può essere assolto dalla comunicazione o dalla formazione di medici e operatori sanitari. Ovviamente ci vogliono altre condizioni ed energie aggiuntive. Un discorso che deve entrare nell’elenco delle priorità di chi fa le scelte a livello di sistema. Vanno cercate soluzioni condivise”.

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