Sorprende, ma forse non dovrebbe, e forse, meglio, preoccupa, l’attesa che si respira intorno all’elezione del nuovo Presidente della Repubblica italiana. Va bene tutto, sia chiaro, è un evento – nel suo piccolo – storico e come tale 840_icona_videomerita le dovute attenzioni. Ma è altrettanto vero che non è e non sarà il Presidente della Repubblica a salvare il Paese come un novello Messia. Sia perché i poteri concessigli sono piuttosto limitati, sia perché non può dipendere da un solo uomo la risoluzione dei problemi di una nazione. Soprattutto se il nome è quello di chi – ed è inevitabile che sarà così – da decenni in quella politica cui si rimprovera – giustamente – il fallimento di questo Paese, direttamente o indirettamente, ci vive e ci sguazza. Così com’è altrettanto evidente che anche un eventuale outsider non potrebbe nulla. La democrazia è una dittatura. Bella e affascinante, ma è pur sempre il potere di pochi. Dei pochi che controllano l’informazione e dei pochi che sanno come muovere le fila di qualsiasi governo, di qualsiasi estrazione, di qualsiasi intenzione. Registriamo, parallelamente, come siano mutati gli interessi dei telegiornali e dell’opinione pubblica in generale. Da qualche settimana e per le prossime, avranno pace (o altro da fare) gli inviati nelle zone di guerra della cronaca nostrana, fatta dei soliti delitti e delle solite stragi che se non fossero condite con l’interesse banale e mediocre dei talk show e degli spettacoli televisivi, sarebbero solo la cronaca della banalità del male.

admin
Author: admin

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui