Latina, neonata venduta: in due patteggiano la pena

Neonata

La prima fase del processo che ha emanato le prime sentenze per l’inchiesta della Squadra Mobile di Latina che aveva portato all’arresto di tre persone per la compravendita di una bambina. Ieri in Tribunale davanti al giudice Giuseppe Cario, ha deciso di patteggiare la pena di un anno e sei mesi di reclusione la madre naturale della piccola: una donna di origine romena, mentre la 35enne di Latina che voleva acquistare la bambina e che aveva simulato la gravidanza, ha concordato con il magistrato una pena di due anni. Entrambe sono tornate in libertà senza alcun obbligo, mentre per il terzo imputato, un intermediario del Marocco e considerato il mediatore della compravendita, gli atti sono stati inviati in Procura per un difetto di notifica. L’operazione era stata diretta dalla Squadra Mobile di Latina  gli arresti erano scattati lo scorso aprile. La neonata nata a febbraio in ospedale ad Anzio, doveva essere venduta per una somma di 15mila euro e quando la trattativa era andata in porto,  in Comune a Latina nel momento della registrazione, gli impiegati avevano notato delle stranezze e così avevano presentato una denuncia in Procura. In quei giorni l’intervento del padre della piccina, un cittadino originario del Mali, ha impedito che avvenisse lo scambio, tenendola con se.

 

 

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