L’ARRESTO DEL BOSS GIUSEPPE MADONIA IN VENETO

Carcere
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Volante dei Carabinieri
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Il 6 settembre del 1992, le operazione antimafia delle nostre forze dell’Ordine segnano un successo clamoroso: viene arrestato in una villetta di Longare nei pressi del Vicentino il boss Giuseppe “Piddu” Madonia, considerato il numero due della cosa nostra siciliana vicino a Totò Riina. Era latitante da dieci anni, ma come tutti i latitanti non si faceva mancare mai niente. Veniva chiamato nell’ambiente della mafia “Piddu a chiacchiera” perché parlava molto ma mai a vanvera. Si era nascosto nel Vicentino in seguito a ciò che era accaduto dopo gli attentati stragisti decisi dalla Cupola, di cui lui era un esponente importante. Durante la sua cattura aveva tentato una timida reazione dicendo di essere un medico,ma poi aveva fatto i complimenti alle forze dell’ordine per la sua cattura, arrendendosi con stile. Giuseppe Madonia non aveva dovuto fare la gavetta come altri esponenti tipo Riina o Provenzano, perché era figlio d’arte. A Catania diventò amico di Santapaola, poi si spostò a Gela, a far affari e soldi, con il movimento terra, il calcestruzzo, i trasporti, metteva mani dove c’era da far soldi.

Infatti, anche sottoposto al 41 bis, cercava di mandare avanti i suoi affari attraverso i familiari, tramite l’unico colloquio mensile a cui venivano ammessi i parenti. Gli affari li gestiva la sorella Maria Stella Madonia che con il marito Giuseppe Lombardo reggevano il clan attraverso la figura operativa di Carmelo Barbieri, i tre successivamente vennero arrestati nell’ambito dell’operazione Atlantide – Mercurio condotta dai Carabinieri di Caltanissetta.

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