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Salvini e Di Maio

E’ quasi fumata bianca ma per ora “c’è sostanzialmente un accordo sui punti chiave“, come ha detto Matteo Salvini uscendo al termine del tavolo sul contratto di governo con il M5S insieme al capo politico del M5s, Luigi Di Maio. Dopo una trattativa al Pirellone, sembra  essere più vicina l’intesa tra Lega e Movimento Cinque stelle sul contratto, sul quale dovrebbe fondarsi il governo a maggioranza giallo verde. “Stiamo lavorando, su molti punti c’è accordo, su altri c’è ancora da lavorare” ha aggiunto il leader del Carroccio: “se la compatibilità arriverà all’80% si parte. Altrimenti ci abbiamo provato”. I punti caldi su quali si sarebbe registrata la convergenza sono: tasse, pensioni e immigrazione e al riguardo, si è detto, c’è “ottimismo. L’idea è di mettere nero su bianco il progetto per il futuro dell’Italia. E questo ovviamente passa attraverso la rinegoziazione dei trattati Ue, altrimenti l’Italia soffoca. Anche su questo mi sembra ci sia una volontà comune”. La bozza del contratto prevede 22 punti e, secondo le prime indiscrezioni tra questi ci sarebbe anche il no alla chiusura dell’Ilva di Taranto, caldeggiato dai pentastellati. Non è chiaro invece se si sia parlato di flat tax, reddito di cittadinanza, conflitto di interessi, o sul nome del possibile premier. “Stiamo lavorando, sono contento perché si parla di temi, non di nomi e cognomi, non di ministri”, ha detto Salvini senza lasciar trapelare nulla. Dal superamento della legge Fornero alla “quota 100 per le pensioni”, dal reddito di cittadinanza alla Flat tax: il contratto di governo del M5S-Lega prende, sia pur lentamente, forma al termine della due giorni di riunioni al Pirellone. Riunioni accese dove, al di là dell’ottimismo che i membri delle due delegazioni tendono a ostentare, i nodi da sciogliere non sono pochi. All’incontro odierno Luigi Di Maio e Matteo Salvini partecipano solo in parte, poi tocca alle delegazioni dei parlamentari due partiti trovare la quadra. Per il M5S sono stati presenti Danilo Toninelli, Laura Castelli, Alfonso Bonafede, Vincenzo Spadafora e Stefano Buffagni, per la Lega Roberto Calderoli, Armando Siri, Claudio Borghi, Gian Marco Centinaio. Tra i punti del programma, quello dei tagli agli sprechi e della meritocrazia. Alcuni nodi restano aperti a cominciare da quello sull’immigrazione dove le visioni di M5S e Lega collidono. E, più in generale, i due partiti si presentano al tavolo del Pirellone con la zavorra  del dover giustificare ai propri militanti e ai parlamentari scettici concessioni sanguinose. ” Sì al superamento della Legge Fornero Punti di caduta certi sarebbero stati trovati nel superamento della Legge Fornero e sulla riforma delle pensioni secondo la “quota 100”, dove il cento sta per la somma di età e contributi, fissando comunque i 35 anni di contributi come minimo. Sicure, anche le misure per le famiglie meno abbienti, con agevolazioni pesanti sugli asili nido. Mentre sul fronte del fisco le aliquote della flat tax restano ancora una casella vuota anche se si prevedono tre scaglioni che seguano i criteri costituzionali di progressività. Emerge  l’impegno di dividere i contributi Irpef in due gruppi, con il reddito da 80mila a fare da spartiacque tra chi dovrà pagare di meno e di più. Sul fronte internazionale non viene intaccata la presenza dell’Italia nella Nato ma emerge, nel contratto, l’impegno a diminuire le sanzioni contro la Russia. Il nodo giustizia  dove nel contratto compare un conflitto di interessi “temperato” e fa il suo esordio, allo stesso, tempo l’impegno ad una legge per la legittima difesa domiciliare. Movimento 5 Stelle e Lega hanno informato con una brevissima telefonata gli uffici della Presidenza della Repubblica di essere pronti a riferire da sull’esito del confronto per dar vita ad una maggioranza in grado di sostenere un governo, sia sui contenuti programmatici che sulla proposta per quanto riguarda la guida dell’esecutivo, senza tuttavia indicare nomi. “Di nomi non abbiamo parlato, si stanno affrontando temi importantissimi“, ha detto Luigi Di Maio, ma di nomi si parla eccome. Sono quelli ipotetici del premier e dei ministri del governo giallo-verde che potrebbe nascere, con le caselle che dovranno andare a posto nelle prossime ore. Al Quirinale verrà fatto un nome domani, è trapelato, mentre Matteo Salvii ha smentito che ci possa essere una rosa per la premiership.  Un profilo che esclude il nome trapelato, quello di Franco Bernabè, 69 anni, manager pubblico e privato di altissimo livello e lungo corso, nonché banchiere, tra le altre cose ex amministratore delegato di Telecom Italia. Intanto si tira fuori un altro dei papabili a premier o a ministro dell’Economia, l’ex rettore dell’Università Bocconi di Milano Guido Tabellini. Ha fatto sapere di non avere avuto alcun contatto con forze politiche e di non avere alcun interesse a un ruolo di governo. In giornata era risalito il nome di Giancarlo Giorgetti, numero due della Lega, capogruppo alla Camera, un politico a tutto tondo. Un nome che doveva essere accettato da Di Maio e dai suoi ma che avrebbe comportato un riassetto complessivo della squadra. Tanto da far pensare che anche questo nome sia tramontato dopo la nuova fiammata. Tra i candidati a un ministero Alfonso Bonafede deputato del M5S, in predicato per la Giustizia: Vincenzo Spadafora, ex Garante dell’Infanzia, deputato e vicinissimo a Di Maio; Stefano Buffagni, commercialista milanese e deputato cinquestelle; e ancora Riccardo Fraccaro, Pasquale Tridico, Giulia Grillo o Pier Paolo Sileri, tutti M5S. Poi Armando Siri, Roberto Calderoli e Nicola Molteni per la Lega. Per i ministeri il M5S punterebbe a Esteri, Sviluppo, Lavoro e Sanità; la Lega a Interni, Difesa e Trasporti. Il capo dello Stato Sergio Mattarella  valuterà come procedere. Se dar vita  ad un nuovo rapido giro di consultazioni oppure se incontrare solo le delegazioni di M5S e Lega. Per ora l’agenda del presidente prevede la presenza a Roma ad un convegno su Aldo Moro all’Istituto Sturzo, mentre per martedì 15 la visita a Genova all’Istituto “Giannina Gaslini” in occasione dell’80° anniversario della sua fondazione.

 

 

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