Monete

L’intensificarsi della guerra commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina ha avuto l’effetto di accrescere l’attrattiva del franco svizzero per gli investitori, esercitando delle pressioni sulla Banca nazionale svizzera (BNS) affinché difenda la moneta rifugio. Per gran parte del mese di luglio, un euro valeva almeno 1 franco e 10. Ma il franco si è rafforzato lo scorso mese, e negli ultimi giorni un euro era scambiato attorno al franco e 9 centesimi. Diversi economisti, tra cui Janwillem Acket della banca Julius Bär, ritengono che i mercati siano stati spaventati dall’intensificarsi della disputa commerciale tra Cina e Stati Uniti. Lunedì 19 agosto, le tensioni si sono ulteriormente accresciute a causa della decisione della Cina di indebolire il renminbi (la valuta cinese) nei confronti del dollaro americano. Un rafforzamento del franco è una cattiva notizia per gli esportatori svizzeri e per l’industria del turismo nazionale, che recentemente ha dato alcuni segnali di ripresa. Secondo Janwillem Acket, il settore manifatturiero svizzero è già entrato in recessione, uno scenario che in passato ha spinto la BNS ad intervenire sui mercati valutari, vendendo franchi per acquistare altre valute, obbligazioni e investimenti. Mentre la Banca nazionale non parla in dettaglio dei suoi interventi, un indicatore è costituito dall’ammontare del contante delle banche commerciali che si trova all’interno delle sue mura. A fine luglio questo stock è aumentato del 3%, raggiungendo i 583 miliardi di franchi (597 miliardi di dollari) – un forte indizio che la Banca nazionale sta intervenendo. Un altro meccanismo di difesa consiste nel ridurre l’attrattiva del franco abbassando i tassi di interesse e anche se già da tempo si trovano in territorio negativo (-0,75%), la settimana scorsa gli Stati Uniti hanno abbassato i tassi d’interesse e la Banca centrale europea dovrebbe adottare lo stesso provvedimento il mese prossimo. Janwillem Acket ritiene che la BNS sarà costretta ad agire in modo analogo, eventualmente abbassando i tassi a -1%, se il tasso di cambio euro-franco dovesse scendere al di sotto di 1.06 franchi. Le banche commerciali in Svizzera hanno a loro volta iniziato a introdurre tassi d’interesse negativi per le imprese. Il principale gestore patrimoniale della Svizzera, UBS, sarebbe in procinto di applicare tassi negativi anche ai propri clienti facoltosi a partire dall’anno prossimo.

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