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Il primo passo nella corsa alla conquista dello Spazio che fece intendere al mondo intero l’importanza dell’evento, avvenne durante la notte fra il 4 e 5 ottobre 1957 e Radio Mosca diede lo storico annuncio di aver lanciato il primo satellite artificiale della storia. Il suo nome era Sputnik ed era una piccola sfera di alluminio dove spuntavano 4 sottili antenne, rimase in orbita per tre mesi girando più di mille volte intorno alla terra, fu quello il primo sensazionale passo nella corsa alla conquista dello spazio, la notizia impressionò l’opinione pubblica russa, ma creò sgomento e frustrazione negli americani che vedevano in quel flebile bip-bip proveniente dallo spazio, una presenza oscura e minacciosa. Il primo Sputnik riuscì a passare nei cieli sopra gli Stati Uniti 7 volte al giorno, poi il successivo 3 novembre, venne immesso nello spazio un secondo satellite sovietico del peso di 508 chili sei volte più pesante del precedente dove si trovava addirittura il primo essere vivente, la cagnetta Laika che visse solo poche ore prima di morire, inscatolata nel minuscolo abitacolo metallico. Lo Sutnik 2 che compì oltre duemila orbite per poi bruciare il 14 aprile 1958 al rientro nell’atmosfera terrestre, aveva come obiettivo quello di dimostrare all’Occidente che l’Unione Sovietica disponeva mezzi e tecnologie necessarie per portare in orbita delle testate nucleari e poter colpire ogni Paese del globo. Se non ci fossero stati i primi successi sovietici nella rincorsa al cosmo, forse il presidente americano John Fitzgerald Kennedy non avrebbe mai lanciato la sua famosa sfida alla Russia il 12 settembre 1962, promettendo che entro un decennio avrebbero mandato un uomo sulla luna. Dopo aver speso 25 miliardi di dollari, l’America affidò le sue ambizioni a una serie di sonde automatiche capaci di arrivare fino ai confini del sistema solare, in seguito ci fu il progetto Shuttle e tutta una serie di collaborazioni che portarono alla costruzione in orbita della Stazione spaziale. Spiando lo Sputnik in orbita, gli americani gettarono le basi per i futuri Gps, il primo sistema sperimentato nel 1960 si chiamava Transit ed era composto da cinque satelliti che orbitavano intorno alla Terra, questo consentiva alle navi, di stabilire ogni ora le loro coordinate geografiche, poi nel 1973 il Dipartimento della Difesa Usa sviluppò il progetto Gps che diventò operativo dal 1994. Oggi la sfida cosmica non è più limitata al dualismo Russia-Stati Uniti ma è estesa a molte altre nazioni quali Cina, India, Giappone e diversi paesi europei riuniti sotto la sigla dell’Esa che puntano a nuovi traguardi quali la cattura di un asteroide, la costruzione di una base lunare e la possibilità di uno sbarco umano su Marte.
Rino R. Sortino

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