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Ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere rimanendo in silenzio davanti al giudice G.B., il 34enne cittadino albanese arrestato il 14 aprile dagli uomini della Squadra mobile di Latina per estorsione e atti persecutori nei confronti di alcuni minorenni adescati attraverso una piattaforma social. L’uomo stringeva amicizia con loro, organizzava incontri e poi sotto la  minaccia di rendere nota la loro presunta omosessualità dei ragazzi si faceva consegnare denaro in cambio del silenzio. L’indagine è partita dopo la denuncia di un 16enne che aveva pagato 2700 euro e ha portato a scoprire altre vittime. Le indagini hanno consentito di accertare che il denaro estorto veniva versato su diversi conti del circuito telematico paysafecard, intestati a terzi ma in uso al 34enne. Nella mattinata del 16 aprile lo straniero, assistito dall’avvocato Mario Pellegrino, è comparso davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina Giuseppe Molfese per l’interrogatorio di convalida ma ha scelto di non rispondere. Il gip ha convalidato il fermo confermando la custodia cautelare presso il carcere di Frosinone dove è detenuto.

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