gran_laicismo“Si infiamma la polemica a Torino. In Sala Matrimoni di Palazzo Civico dove è in corso il Global islamic economy summit, una tavola rotonda sulla moda islamica e gli investimenti nel settore, il Comune ha allestito uno spazio per permettere ai musulmani di pregare. Questa mattina alcuni consiglieri del Carroccio hanno rimosso gli allestimenti. “Questo è un luogo laico e istituzionale – tuona il leghista Fabrizio Rocca – non c’è una cappella, non vediamo perché ci debba essere una sala adibita al culto della religione islamica.“ [Fonte: ImolaOggi] Come spesso accade le reazioni dei leghisti sono pretestuose e discutibili, ma quanto denunciano è sacrosanto. È la solita disparità, i due pesi e le due misure ipocrite, di cui l’occidente non riesce a fare a meno. Perché il problema non è riservare uno spazio di preghiera a un congresso di islamici, ma che se si fosse trattato di un congresso di arte cristiana e qualcuno (o tutti) avessero chiesto una sala per recitare le Lodi o i Vespri, gli esponenti dei radicali e dei massoni loro compari avrebbero subito frignato e blaterato inneggiando all’ingerenza della Chiesa nelle cose dello Stato italiano che dovrebbe essere laico ma non è. Il problema, al solito, non è la laicità, ma la cattolicità di questo Paese che ai “carissimi” massoni che la governano (non tanto e non solo nelle sedi politiche) non va giù. Dirlo apertamente ancora non conviene (ma ci stanno lavorando alacremente), per cui si limitano a questi ipocriti comportamenti.

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