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Nella mattinata del 19 settembre, il sindaco Paola Villa ha voluto convocare gli operatori dell’informazione per dare un aggiornamento della situazione epidemiologica della città alla luce dei risultati dei tamponi che sonbo stati effettuati nella giornata del 16 e del 18 settembre nell’ area del Mercato Nuovo in Via Olivastro Spaventola. Con una voce non propriamente squillante, come si può ben comprendere, visti i continui colloqui che da qualche giorno il primo cittadino di Formia sta tenendo con tutti, ha iniziato l’incontro dicendo che intorno alle 17,30 del 18 settembre sono arrivati i primi aggiornamenti da pòarte della Asl, che riguardavano il primo drive – in effettuato in data 16 settembre, dove sono state esaminate 137 persone. In realtà quando è stato scoperto il cluster alcune persone non hanno atteso di essere state chiamate dalla Asl nel drive—in appositamente istituito nella giornata del 16 settembre, ma si sono autonomamente recate presso il drive -in permanente del Goretti di Laitna, ed altri invece hanno effettiato il prelivo tramite tampone presso altri ospedali non solo in provincia di Latina, ma situati in provincia di Roma e di Caserta. E pertanto in queste ore la Asl Latina sta raccogliendo tutti i dati interfacciandosi con provincia diverse da quelle di Latina per avere un elenco completo. Delle 137 persone esaminate, 3 tamponi devono esssere rifatti in quanto non attentibili, mentre sono risultati 18 positivi, mentre si è in attesa nelle prossime ore di altri risultati dei tamponi effettuati, perchè di fatto lo screening in atto si è fermato al 124° tampone. Dei 18 positivi, non tutti sono residenti a Formia, ma ci sono residenti di Formia e di Itri nonché Ausonia e Castelnuovo Parano. Il numero cospicuo che è venuto fuori è di 14 contagi che ricadono nel territorio di Formia, e le persone contagiate sono state tutte allertate e a tutte è stato comunicato l’esito e, come da protocollo, i parenti e anche i conviventi delle persone che sono risultate positive, sono stati a loro volta allertati per fare il tampone ed avviare tutta la procedura per la richiesta dello stesso. Siccome il numero che si prevedeva è stato comunque abbastanza elevato, la Asl ha disposto subito un’altra serie di date con il drive – in, che comunque ha una procedura diversa rispetto a quello fatto nelle giornate del 16 e 18 di questo mese. Una procedura, che è una procedurta standard, in quanto coloro che, tramite i loro medici di famiglia, sono stati inseriti nella piattaforma Asl e sono stati inseriti nell’elenco per fare il tampone, hanno avuto il tampone tradizionale. L’analisi medica del tampone tradizionale è la seguente: una volta che il paziente ha fatto il prelievo salivale, devono passare tra le 12 e le 24 ore ma spesso si arriva anche alle 48 ore per determinare il risultato. E secondo il protocollo sanitario, il tampone tradizionale obbliga colui che effettua questo tipo di analisi a rimanere in quarantena obbligatoria, a prescindere dall’esito, per 14 giorni. Pertanto tutte le persone che hanno fatto il tampone devono rispettare tutti gli obblighi relativi ai protocolli anticovid. Il drive – in che si sta allestendo per il pomeriggio del 19 settembre, dalle 14 alle 18, e per le giornate di domenica e di lunedì 20 e 21 settembre, che si effetueranno dalle 9 alle 18, sono tamponi denominati “test rapidi”, che sono dei veri test antigenici, che sono stati utilizzati in tantissime comunità, in particolar modo nel Veneto, che è stata la prima regione ad utilizzare questo tipo di analisi clinica veloce, per conoscere e testare intere comunità cittadine, per avere un dato oggettivo sui positivi sui comuni in base alla quantità dei tamponi effettuati, e diventa una dato statistico importante per conoscere l’entità del contagio. Per questo le persone si potranno recare al drive – in, indossando i dispositivo di protezione prescritto (mascherina), restare in macchiana e attendere l’esito del risultato del prelievo. Il prelievo di saliva faringeo dura pochissimi secondi, viene sottoposto all’analisi di un macchinario, e nel giro di trenta minuti dà la risposta positiva o negativa. Se la persona è negativa, ritorna a casa per ritornare alla normalità quotidiana, quindi non si deve sottoporre a quarantena. Se la persona esaminata risulta positiva, verrà inserito in un elenco per sottoporsi all’esame del tampone tradizionale. Si sono stabilite queste date per non creare assembramento e per non creare confusione e quindi le persone possono fare tranquillamente tutte le analisi del caso, senza concentrarsi in una unica data come quella odierna del 19 settembre, ma usufruire delle date del 20 e 21 settembre, dalle 9 alle 18 senza interruzione. A fare i test saranno le squadre mediche della Asl insieme alla squadra dell’Uscar dello Spallanzani di Roma. Questo tipo di test viene utilizzato frequentemente degli idroscali, presso i grandi porti (Civitavecchia nel Lazio ad esempio), ed è in funzione per tutti gli aeroporti. Il test rapido prevede in media circa 150/200 test l’ora, molto veloce ed efficace.

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