L’agenda 2030: intervento dell’associazione Barba di Giove

Mariarita Manzo

Secondo l’Associazione Barba di Giove è sempre più necessario investire sull’ambiente e sulla ecosostenibilità. Le politiche ambientali diventano sempre più strategiche e imprescindibili: per fortuna a dirlo si è finalmente in molti. Dopo battaglie decennali, “non ci sentiamo più relegati in un limbo ma troviamo, sulla strada tracciata da sempre, realtà attive e progettualità interessanti.  Pensiamo all’attivazione, nel nostro territorio, di  due percorsi  :  il contratto di fiume – che interessa il Rio Santa Croce- e il   contratto di costa che interesserebbe tutto il sudpontino. Esperienze interessanti certamente, a condizione che non si rimanga sul terreno delle enunciazioni e che le idee possano e vogliano ritrovare il vigore dei fatti e delle concretezza . Riteniamo che i Contratti di fiume e di costa siano strumenti importanti per la riqualificazione degli ecosistemi e per questa ragione seguiamo con un certo interesse il loro avvio.  Tra l’altro , il Rio Santa Croce costituisce pressochè da sempre una forte criticità, una vera  emergenza sottolineata in tutti i rapporti di Arpa e in ogni analisi di carattere ambientale svolta inerente il  nostro comprensorio e la citta di Formia . I Contratti di fiume   però hanno come ambito di intervento il bacino idrografico del corso d’acqua, nel caso di un fiume., e   non capiamo fino in fondo l’esigenza di avviare due diversi contratti, uno di fiume e l’altro di costa, considerato che il rio Santa Croce incide su tutto il litorale e sul mare circostante. Pensiamo che, al di là dell’interesse che comunque i due progetti sembrerebbero presentare, sarebbe stato il caso di coordinarsi per un unico contratto, anche al fine di evitare il rischio di sovrapposizioni o contraddizioni e di frammentazione di un lavoro che ha necessariamente necessità di avere una visione d’insieme e di inserirsi in una progettualità globale e complessiva. Nell’attesa che decollino i due iter (Contratto di fiume e contratto di costa), riteniamo che sarebbe opportuno che le Amministrazioni e gli Enti coinvolti attivassero gli strumenti già in essere, dal decollo dell’area sensibile del Golfo agli interventi di riqualificazione del Rio Santa Croce previsti dal piano di gestione del SIC omonimo. Non è più rinviabile un intervento anche di breve termine sulle politiche ambientali, partendo dalla consapevolezza che Sostenibilità ambientale, economica, sociale, istituzionale convergono e si inseriscono in una visione culturale unitaria. La riqualificazione degli ecosistemi deve essere la cartina di tornasole alla luce della quale vanno valutati gli interventi da mettere in campo. Al tempo dei cambiamenti climatici non è più il tempo delle mezze misure. Siamo estremamente convinti che sia del tutto necessario dotarsi di una Strategia di sviluppo sostenibile in linea con i principi di AGENDA 2030 così come approvata dall’ONU nel 2015 e chiediamo agli Enti Comunali del nostro comprensorio, in primis il Comune di Formia , di attivarsi affinchè si metta in moto un percorso di partecipazione in grado , sul tema dell’agenda 2030 e dei suoi specifici obiettivi, di coinvolgere non solo associazioni ed imprese ma tutte le singole persone, le scuole, i giovani, i bambini ad un progetto partecipato e di cittadinanza attiva.  Lo Sviluppo Sostenibile deve diventare strumento di lettura e di orientamento delle dinamiche di sviluppo economico, sociale, ambientale e istituzionale dei Comuni, che devono contribuire in modo originale alla declinazione a livello locale di un nuovo modello di Sviluppo Sostenibile.  I Comuni dovrebbero dotarsi di una Strategia per lo Sviluppo Sostenibile e favorire la più ampia partecipazione dei cittadini. Questa proposta per noi non nasce dal nulla, anzi i riporta ad una significativa esperienza che è quella dell’Agenda 21 locale.  Vogliamo, infatti, ricordare che già molti anni addietro il Comune di Formia avviò un processo di Agenda 21  – che  trovò il nostro contributo anche personale in quanto politicamente coinvolti in Amministrazione –  e che vide la partecipazione massiccia di cittadini e cittadine, di scuole, di realtà singole ed associate che si organizzarono in un forum e in tavoli tematici . Il progetto si è concluso con l’approvazione di un Piano di Azione Locale, portato al voto in Consiglio Comunale, rimasto però parola morta con il cambio di amministrazione.  Sul solco anche di quella esperienza e di quanto a suo tempo prodotto, proponiamo che si riprenda un cammino inclusivo e partecipativo su alcuni degli obiettivi per lo sviluppo sostenibile previsti dall’Agenda 2030 , a cominciare ad esempio dalle problematiche legate alle Energie alternative  e i cambiamenti climatici , e per una città sostenibile. Si tratta di attivare nuove azioni locali che promuovano uno sviluppo urbano con maggiori criteri di sostenibilità ambientale e sociale. Noi siamo pronti a riprendere tale percorso. E abbiamo in cantiere iniziative specifiche.”

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