L’accoglienza dell’Associazione Amici del Montenegro del Comune di Gaeta

Stemma di Elena di Savoia
Stemma di Elena di Savoia
Elena di Savoia di Gioia
Elena di Savoia di Gioia
Foto di Elena di Savoia
Foto di Elena di Savoia
Foto di gruppo
Foto di gruppo
Picchetto
Picchetto
Ingresso Bandiera Montenegro
Ingresso Bandiera Montenegro
Ingresso Corona
Ingresso Corona
Stendardi
Stendardi
Scambio dei doni
Scambio dei doni
Daniela
Daniela
Francesco Lucrziano
Francesco Lucrziano
Erasmo Vaudo
Erasmo Vaudo
Momento dell'incontro
Momento dell’incontro
Corona di alloro
Corona di alloro
Municipio di Gaeta
Municipio di Gaeta

La storia a volta fa scherzi strani, una storia che ha come punto di origine il Montenegro dove per una serie di circostanze storiche una comunità di cittadini montenegrini popolò la zona del Golfo dal 1919 al 1922, una storia che nasce quando una figlia del sovrano Nicola I del Montenegro sposato con Milena Vukotic, per essere certi che il loro regno fosse realmente salvaguardato hanno fatto in modo che l’antica politica che i re facevano da sempre fosse entrata in comunione con quella che era l’Italia, infatti Jelena, sesta figlia del re montenegrino, venne data in sposa niente di meno che al principe ereditario Vittorio Emanuele. Una donna che nata l’8 gennaio 1873 a Cettigne, si sposo con il principe di Napoli (titolo ereditario allora del futuro Re) il 24 ottobre del 1896 prima civilmente al Quirinale e poi nella basilica romana di Santa Maria degli Angeli. Da questo matrimonio nacquero quattro femmine – Iolanda, Mafalda, la quale morì nel campo di concentramento di Buchenwald e li sepolta amorevolmente da sette marinai gaetani,  Giovanna, Maria ed il principe Umberto, che poi divenne re Umberto II in carica per un solo mese nell’anno 1946. Da Elena di Montenegro divenne la regina consorte Elena di Savoia, una donna a cui i vari poeti e scrittori italiani dedicarono componimenti e poesie, ed il grande maestro Giacomo Puccini gli dedicò la Madame Butterfly. Una laura honoris causa in Medicina avuta in Italia gli consentì di essere nominata nel periodo della Grande Guerra Presidente della Croce Rossa Italia e non ebbe paura di seguire il marito al fronte quando si recava in quelle zone di guerra, anzi organizzava con la Croce Rossa gli ospedali da campo ed il soccorso dei feriti. Con Mussolini, il capo del Fascismo, non ebbe un grane appeal, anzi lo detestava perché ne capì subito la pericolosità, e quando il marito, in seguito alle vicende belliche della Seconda Guerra Mondiale, dotte abdicare, lei lo seguì anche nell’esilio a Villa Jela in Alessandria d’Egitto. Morì a Montpellier in Francia il 28 novembre del 1952. La Chiesa Cattolica, riconoscendone le alte virtù morali e civiche ed anche religiose, presto aprirà la fase del processo di beatificazione dove A lei sono state dedicate alcune città in suo onore, tra cui il borgo di Gaeta chiamato Elena, e qui comincia il ricordo di questa giornata di storia e di cultura, dove l’Associazione Dukljani del Montenegro, dell’Associazione degli amici del Montenegro di Perugia e cittadini gaetani di origine montenegrina sono stati ricevuti nella sala consiliare del Comune di Gaeta, dove sono stati accolti dall’Assessore Lucreziano, e qui, dopo aver firmato un protocollo di amicizia tra la cittadina gaetana e l’associazione, il prof Erasmo Vaudo, presidente dell’Associazione storico culturale di Gaeta, ha fatto alcune riflessioni storiche riguardo la presenza di questi  montenegrini in questo periodo storico molto tormentato e che sarà oggetto di un successivo articolo. Dopo c’è stato il ringraziamento dell’Associazione Amici del Montenegro di Perugia che ha fatto i saluti ed ha spiegato il senso della loro visita qui a Gaeta, poi il momento conclusivo e solenne davanti al monumento ai caduti della Grande Guerra dell’allora Elena.Dopo di che la visita ai monumenti della città che sicuramente questi amici, e li possiamo chiamare così, hanno apprezzato con gioia.

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