Gesù

Forse molti non ricordano quello che l’anno scorso, nel mese di marzo,papa Francesco, in pieno lockdown, ha parlato del tema evangelico che è proposto nel brano di Marco nella XII domenica del tempo ordinario. Gesù dovrmiva, perché aveva fiducia che i suoi compagni di viaggio, i suoi apostoli, potevano essere coloro che sulla barca potevano viaggiare tranquilli. Ma in realtà alla prima e vera tempèesta i discepoli avevano pèaurta. Lo svegliarono mentre infuiriava la tempesta, e Gesù prima li rimproverò decendo al loro perché avevano paura, e poi ha ordinato al vento e alle acque di placare la loro furia. Ancora una volta il Figlio di Dio ha messo in essere la sua natura misericordiosa per motrare agli uomini lòa sua presenza divina, prendendosi tutte le paure del mondo sulle sue spalle, dandoci una fede certa e vera. D’altra parte San Paolo, nella seconda lettera ai Corinzi, lo ha detto chiaramente: è nato con la fede in Cristo un nuovo mado, facendo passare le cose vecchie come passate. Anche Giobbe passo la prova dell’uragano, come Dio gli ha detto mentre la furia degli elementi si sfogava contro l’imbarcazione su cui si trovava il profeta. Come diceva sant’Agostino: “Nella perturbazione del vostro cuore non lasciatevi vincere dai flutti. Ma tuttavia, dato che siamo uomini, se il vento avrà smosso le passioni della nostra anima, non disperiamo: svegliamo Cristo per poter navigare nella bonaccia, e giungere alla patria.”

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