La visita di Renzi a Ventotene

Carcere di Santo Stefano
Carcere di Santo Stefano
Renzi con il prefetto Faloni
Renzi con il prefetto Faloni
Ventotene, l’isola dell’esilio degli antifascisti, come Pertini, Spinelli, ed altri, una isola che veniva utilizzata per il confino dove da qui l’idea geniale di Altiero Spinelli che qui dopo la morte volle essere sepolto, nasce l’idea di una Europa Unita. Ma Altiero Spinelli sicuramente non avrà previsto ciò che poi sarebbe successo, non l’Europa dei popoli è stata creata, ma l’Europa delle banche e dei banchieri. Per questo Renzi ha voluto incontrare qui la Cancelliera della Germania Angel Merkel per rilanciare l’idea di Europa dove qui  nacque. Qui tra il 1941 e il 1944 proprio Spinelli insieme Ernesto Rossi e Ursula Hirschmann scrissero il manifesto “Per un’Europa libera e unita”, poi conosciuto appunto come “Manifesto di Ventotene”. Un manifesto che oggi viene messo discussione. Per questo Renzi, anche per rendersi conto dello stato del monumento nazionale del Carcere di Santo Stefano, ha deciso di venire qui per discutere di Shengen, di europa ma anche per rendere omaggio ad uno dei padri fondatori dell’Europa. Come prima cosa ha portato un mazzo di fiori alla tomba di Altiero Spinelli, confinato sull’isola pontina dal regime fascista e del quale quest’anno ricorrono i trent’anni dalla morte. Il premier, atterrato in elicottero, è accompagnato dal ministro della Cultura, Dario Franceschini, dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ed è stato accolto dal sindaco Giuseppe Assenso. Subito dopo l’omaggio alla tomba di Spinelli, ha visitato il carcere di Santo Stefano, costruito sull’isoletta che affianca Ventotene, dove fu recluso tra gli altri Sandro Pertini. Le sue dichiarazioni sono all’insegna di una comune politica europea che molti disfattisti vorrebbero buttare alle ortiche:  “Diciamo con grande determinazione che chi vuole distruggere Schengen vuole distruggere l’Europa e noi italiani non glielo permetteremo. Siamo qui per dire che l’Europa non può essere solo un grigio dibattito tecnico sui vincoli ma deve tornare a essere un grande sogno. Arriva un momento in cui quando sei in difficoltà e c’è qualcosa che non funziona o ti sembra andare storto, senti il bisogno di tornare in un luogo protetto. Trovare rifugio a casa è proprio di chi vive momenti di difficoltà. In un momento di grande difficoltà per l’Europa abbiamo scelto di tornare a casa, nel luogo in cui tutto è iniziato. Perché spesso anche gli italiani non sono molto orgogliosi di ciò che è avvenuto qui, nel luogo dell’identità europea. Dobbiamo ripartire da qui”.Continua ancora il Presidente del Consiglio italiano: “L’Europa rischia di crollare quando perde il senso della propria vocazione e diventa semplicemente un insieme di egoismi. L’Europa non ha il futuro già scritto”: così il premier che aggiunge: “Perciò c’è bisogno dell’Italia non come rivendicazione ma con l’orgoglio di chi sa qual è la sua storia. Non stiamo facendo le bizze o semplicemente rivendicando un doveroso interesse nazionale ma cercando di riportare l’Europa a essere quello che deve essere. L’ideale europeo non venga trascinato in polemiche da cortile e in beghe interne che fanno crescere il populismo e la demagogia.”
Ma non solo politica europea: il premier Renzi ha voluto rendersi conto dello stato di conservazione del carcere borbonico sull’isolotto di Santo Stefano, accompagnato dal presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti, e qui ha annunciato il finanziamento graduale per un totale di 80 milioni di euro finalizzato da un progetto di una istituzione di un museo, sale conferenze ed anche il progetto della istituzione di un progetto di formazione per giovani dell’Europa. Qui, in questo penitenziario costruito nel 1795, venne imprigionato nel 1930 il presidente più amato dagli italiani, Sandro Pertini.

 

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