Gesù risorto

Il tempo pasquale, nella terza domenica, propone il tema dei discepoli di Emmaus. Ma nel contesto le letture proposte sono quelle proprie del tempo di Pasqua e la prima lettura, dagli atti degli apostoli, mette Pietro di fronte al suo uditorio, nella sua prima predica pubblica, dicendo che Gesù era venuto al mondo per portare il compimento della legge, cosa che però la classe dirigente del tempo ha sempre osteggiato il suo modo divedere l’applicazione della legge stessa. Se il salmo invita il credente a chiedere a Gesù di mostrare a coloro che lo cercano il sentiero della vita, ecco che Pietro, nella sua lettera, mette in evidenza il prezzo pagato per il nostro riscatto, un prezzo fatto di lacrime e sangue innocente versato sulla croce, invitando i credenti a comportarsi da tali. E si arriva al viaggio da Gerusalemme a Emmaus, quando questi due discepoli, delusi, amareggiati, increduli di fronte alla notizia della risurrezione del Cristo, sono stati messi alla prova da Gesù stesso, che li ha ammaestrati sul senso delle Scritture che parlano di lui come il Messia che doveva morire e risorgere. Alla sera, solamente allo spezzare del pane, l’hanno riconosciuto e si sono sentiti ardere il cuore per le sue parole. L’Eucarestia deve essere sempre al centro del cammino cristiano, in un tempo come quello del coronavirus, dove si sente da troppo tempo la sua mancanza.

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