Verso la metà degli anni trenta, nella tranquilla cittadina universitaria inglese di Cambridge, quattro tra i migliori studenti, appartenenti all’alta società inglese e membri dell’influente società segreta dei Cambridge Apostles, vennero reclutati dai servizi segreti sovietici, (per le loro simpatie per il comunismo), e per quasi vent’anni, sottrassero documenti riservati, passando al nemico informazioni top secret di inestimabile valore. A motivarli pare che non fu la sete di denaro, ma la spinta ideologica: i quattro ritenevano che solo il comunismo potesse far fronte alle ingiustizie del mondo. Tre di loro Maclean, Philby e Burgess si introdussero con successo nei servizi segreti britannici i quali affidava loro i compiti più delicati, mentre il quarto Blunt si era inserito a corte come storico dell’arte per curare la collezione reale. Nel corso degli anni i quattro passarono informazioni preziosissime alla Russia, tra le quali: documenti sulla bomba atomica, indiscrezioni riguardo la guerra in Corea, il piano Marshall, la guerra civile spagnola e le rivolte comuniste in Albania. Le prime avvisaglie sulla presenza di un gruppo di traditori nei servizi segreti emersero agli inizi degli anni cinquanta dopo che varie operazioni degli alleati fallirono inspiegabilmente e Washington si mise alla ricerca della talpa presso l’Ambasciata britannica negli Stati Uniti. Quando ebbero sentore del pericolo, due di loro, riuscirono a fuggire e ovviamente la notizia della loro sparizione contemporanea suscitò immediato scalpore mettendo in allarme l’M16, il Secret Intelligence Service, l’agenzia di spionaggio della Gran Bretagna. Nel 1956 Burgess e Mc Lean apparentemente svaniti dalla faccia della terra da cinque anni, ricomparvero sulla scena durante una conferenza stampa a Mosca e dichiararono di aver abbandonato la Gran Bretagna in favore della Russia, tre anni più tardi le accuse colpiscono anche il più insospettabile dei quattro traditori, l’uomo di fiducia della Regina Elisabetta, colui che la consigliava nell’acquisto di tutte le opere d’arte della collezione reale. Di fronte alle domande del M16, Blunt non respinse le insinuazioni, ma chiese l’immunità in cambio di una confessione piena: per più di quindici anni nessuno venne a conoscenza delle sue ammissioni e lui continuò il suo lavoro a Buckingam Palace. Nel 1979 invece, il primo ministro Margareth Thatcher differentemente dai suoi predecessori che avevano sempre protetto il rispettabile storico dell’arte, intese rivelare che Blunt era stato una spia, svergognandolo pubblicamente: finirono nel disonore e nel disgusto pubblico, le avventure delle quattro spie di Cambridge, che volevano cambiare il mondo seguendo il sogno comunista.
Rino Sortino

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Author: Rino Sortino

Giornalista e opinionista televisivo, nel passato ha partecipato in qualità di opinionista a trasmissioni quali "passione sport" presso lazio tv e gold tv

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