Dopo l’esordio, certamente positivo, del mandato assessorile di Paolo Mazza, nonostante qualche ombra che non ha scalfito la sua popolarità, è arrivato l’anno 2020, l’annus horibils per quanto riguarda l’epidemia più importante di inizio secolo, ecco l’assessore Mazza si è cimentato in due situazioni che lo hanno messo in cattiva luce sia nella maggioranza consiliare e sia tra la popolazione, sentendo e leggendo anche i verbali prodotti negli incontri che ci sono stati. Il primo step c’è stato il 13 febbraio quando, in un incontro pubblico per presentare il nuovo piano regolatore del posto, attraverso la relazione del tecnico incaricato della Regione Lazio, si sono evidenziate tutte le discrepanze dell’assessore, in quanto la Regione ha interesse solamente a sistematizzare il porto , per altro di sua competenza esclusiva. la popolazione e le associazioni di categorie e gli ordini professionali, nonché le attività produttive, da sempre propendono per una riqualificazione completa del water front, cosa che da decenni si cerca, per esempio di costruire un porto turistico degno di questo nome, ma in realtà questo progetto è stato sempre una chimera per la città, allontanata dal mare dagli inizi degli anni Sessanta del secolo scorso per via della Litoranea, costruita per volontà del sindaco di gaeta Corbo che non voleva l’isolamento della sua città, ma che ha toccato dei monumenti archeologici di importanza fondamentale come le piscine romane ed il Muro di Nerva, con danni incalcolabili. In più la classe politica di allora soffriva di quel male che le successive amministrazioni che si sono succedute dal nome altisonante di “acefalite acuta”-, o di “miopia politica cronica”, perché non hanno mai saputo vedere al di là del nostro romano. L’incontro pubblico del 13 febbraio del 2020 ha messo a nudo i limiti anche amministrativi dell’assessore, che sono poi culminati in un drammatico consiglio comunale del 20 febbraio dove Mazza ha dovuto fare marcia indietro, come si evince dal verbale di quel consiglio comunale: ” Sì. Un breve intervento, in parte già anticipato nei giorni scorsi. Praticamente dal proficuo dibattito scaturito dall’incontro pubblico sul piano regolatore portuale della città di Formia del 13 febbraio e dal confronto poi successivo costruttivo avuto in conferenza dei capigruppo il giorno successivo, sono emersi importanti contributi, ampiamente condivisibili nonché suggerimenti e richieste che sono pervenute anche in forma scritta e propositiva, che quindi meritano la giusta e dovuta attenzione affinché possano essere valutati e inseriti nella proposta di delibera contenente le linee di indirizzo. È quindi importante consentire il giusto spazio di discussione nell’ambito della Commissione urbanistica competente, a maggior ragione se un ulteriore spazio di confronto possa essere utile a consentire la massima (inc.) civica di esprimere un parere favorevole il più ampio possibile in questo caso di indirizzo importanti come il piano regolatore portuale, con decadute rilevanti per la città di Formia. Obiettivo questo alla portata di mano grazie allo spirito assolutamente propositivo proveniente da tutti i gruppi Consiliari di minoranza e di maggioranza. Ben vengano, quindi, tutti gli sforzi per conseguire il più ampio consenso dal piano di condivisione per portare a termine la definizione delle linee di indirizzo, che è un atto importante, pianificatorio. E quindi proprio per raggiungere un obiettivo condiviso nel più largo consenso, quindi poter procedere all’attuazione delle linee di indirizzo per il piano regolatore portuale nel prossimo Consiglio Comunale. “ Un dietro front dovuto anche per la situazione che un gruppo consiliare ha praticamente lasciato il Consiglio Comunale in pieno svolgimento, grazie ad una telefonata ricevuta dal coordinatore del gruppo consiliare che ha di fatto sconvolto con l’assenza dei suoi componenti il consiglio comunale, rinviando questa discussione al prossimo consiglio comunale. Ma l’assessore la settimana dopo ha restituito pan per focaccia quando il presidente della commissione urbanistica che risponde al nome dell’avvocato Martellucci, pur convocando la commissione, si è ritrovato senza numero legale. Un bel modo di andare d’accordo, comportandosi veramente come dei bambini.

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