Paolo Mazza – foto di Pietro Zangrillo

 Nella prima parte si è trattato dell’inizio del mandato d’assessore di un pezzo da novanta della giunta Paola Villa, una giunta che in campo urbanistico ha sempre pensato che non è necessario dotarsi di un piano urbanistico. E’ l’assessore in questo senso è stato un’ esecutore d’ordini, infatti da come si evincono le varie delibere per i permessi a costruire che sono stati rilasciati, per altro poche, si devono tener presenti anche i mancati condoni , ed in particolare l’ultimo che è stato promulgato nell’ultimo governo Berlusconi, le varie domande che sono state depositate nell’Ufficio tecnico di Formia, sezione condoni, sono stati messi comunque in naftalina, in quanto se si dovessero discutere in questo preciso momento, molti sarebbero inammissibili. Il motivo? la presenza di numerosi vincoli che inficiano sul rilascio dei condoni. Certo, anche il piano casa non ha certamente aiutato, e comunque le difformità urbanistiche nelle domande di condono sono alquanto evidenti. L’assessore, nell’anno 2019, si è trovato di fronte a due problemi, ossia la questione delle barriere architettoniche e la questione dell’edificio che dovrebbe comprendere l’istituto comprensivo Pollione. Andiamo per ordine. La questione delle barriere architettoniche è stata trattata anche qui in un convegno – l’assessore Mazza è stato sempre un fautore degli incontri partecipati con la cittadinanza – dove insieme ad altri assessori ha voluto far capire che tutte le barriere architettoniche saranno abbattute. Ma se si vede il lavoro che si sta facendo, ed adesso sospeso per le ferie di Ferragosto, tutto sembra fuorché l’obiettivo dichiarato, ma è presto per giudicare la qualità effettiva del lavoro in essere che si sta effettuando sul marciapiede della stazione, si potrà giudicare una volta ultimato il lavoro. Comunque è da apprezzare l’impegno sempre dell’ ex assessore all’Urbanistica. La seconda questione, quella dell’istituto scolastico da costruire ex novo per la scuola media “Pollione”: proprio di questi tempi si stava discutendo sul da farsi, anche perché la regione ha stanziato per l’istituto comprensivo Vitruvio Pollione ben 10 milioni di euro a questo scopo. La dirigente scolastica, interpretando anche delle voci che prevedevano lo spostamento del plesso nei pressi della frazione di Maranola, non ha gradito questo tipo di situazione, anche perchè il procedimento ha previsto la demolizione e la ricostruzione del sito scolastico nei pressi del quartiere Mola. E in un incontro pubblico, sempre partecipato, tenutosi presso la sala Ribaud,  i docenti e anche le persone interessati alla questione, hanno espresso apertamente la loro avversione allo spostamento della sede dell’edificio. Solo un consigliere di maggioranza, peraltro in buona fede, pensava di poterlo fare lì, lamentandosi del fatto che la giunta ed altri consiglieri non hanno voluto verificare la fattibilità della costruzione, da effettuarsi in un terreno argilloso di proprietà dell’Ente comunale. Forse questo consigliere voleva riprodurre un nuovo caso come quello dello stadio di Maranola, costruito anch’esso in una cava concava di una ex cava d’argilla, creando problemi di tenuta delle tribune, tanto che non si può effettuare la copertura della tribuna centrale.  La difesa d’ufficio di Mazza alla questione dell’edificio scolastico non è stata efficace, ma tant’è che la amministrazione Villa non ha mai preso seriamente in considerazione la possibilità di poter far approvare un nuovo PRG della città, cosa che avrebbe consentito di recuperare a tal fine il vecchio sito industriale dismesso ormai da decenni della ex D’Agostino, area attualmente di proprietà di un privato. E il 2019 se ne andato in cavalleria per la giunta presieduta da Paola Villa……

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui