Paolo Mazza – foto di Pietro Zangrillo

Una dimissione giunta come il famoso fulmine al cil sereno, quello che colpì la cupola michelangiolesca quando papa Benedetto XVI dette l’annuncio delle sue dimissioni dal ministero petrino. Lo stesso è accaduto ad uno dei fedelissimi di Paola Villa, che cominciò l’avventura politica al fianco della “pasionaria” formiana già nel lontano 2013, quando per la prima volta la professoressa di matematica si affacciò nell’agone politico ma che non riuscì ad entrare nell’assise consiliare per via della debolezza intrinseca delle liste che l’hanno appoggiata. Lei ha imparato la lezione e, complice la famosa crisi idrica del 2017,  dove la Villa ha recitato un ruolo da protagonista di primo piano, e una campagna elettorale dove è riuscita a coagulare anche la voglia di cambiamento politico dei formiani, a conquistare la vittoria per assicurarsi la poltrona a primo cittadino della città rivierasca del Golfo. Al suo fianco c’era sempre lui, l’ingegnere Paolo Mazza, che per circa due anni ha ricoperto la carica assessorile all’Urbanistica e al Patrimonio demaniale. Una carica che già ha avuto qualche problema nei primi mesi, quando in una discussione con un imprenditore di origini fondane, ha avuto un diverbio piuttosto acceso. Lui ha cercato di spiegare in quel consesso che la situazione delle concessioni a costruire, almeno per quanto riguardava il suo assessorato, era cambiata, ma dire ad un imprenditore che per molto tempo ha aspettato di avere le necessarie autorizzazioni per poter costruire il suo distributore in terreno ad uso agricolo, ha visto una aggressione nei suoi confronti, ma in quella occasione ha avuto la difesa d’ufficio del sindaco. Anche perché in quella occasione l’assessore non c’entrava proprio nulla sulla inefficienza dell’Ufficio tecnico del Comune di Formia, che per diverso tempo ha detto all’imprenditore che era tutto a posto, ma poi un parere regionale ha inficiato tutto il procedimento che non ha permesso allo stesso di portare a termine, almeno a quanto siano attuali le notizie, all’investimento programmato per la costruzione del distributore di carburanti. Un’altra occasione con la quale lo stesso mazza è stato al fianco del sindaco Villa in una conferenza stampa quando il posteggio multipiano “Aldo Moro” era stato vandalizzato e le piogge avevano allagato i locali. In quella occasione c’è stato il primo grande convegno organizzato sulla questione della rigenerazione urbana, una legge che era stata promulgata dal governo regionale Zingaretti 1, e che ha già visto gli ordini professionali tecnici affrontare la discussione con il sindaco Sandro Bartolomeo e l’assessore regionale Meta in un convegno che si è svolto quattro anni fa proprio su questo tema. Ma nel convegno poi di due anni fa, organizzato appunto da mazza in qualità di assessore, era presente anche il costruttore che si è aggiudicato il lotto del primo piano del Multipiano della città di Formia, ma che poi ha dovuto aspettare diversi mesi prima di poterlo rendere a regime per guadagnare su ciò che ha speso. In quella occasione lo stesso sindaco di Formia Paola Villa ha voluto ribadire che l’acuqisizione del parcheggio era dovuto al fatto che nel 2050 ritornerà al comune di Formia, in quanto l’acquisizione è a tempo e non definitiva. Ma allora perchè il Comune di Formia si è defilato quando poteva acquisirlo e tenerlo a regime invece di spingere alla vendita a terzi? E’ una delle contraddizioni che l’amministrazione Villa, dal momento del suo insediamento, ha mostrato compiere senza pertanto rendere un ragionamento sensato. Ma d’altra parte lo stesso programma elettorale di Paola Villa non prevedeva la rimodulazione di un nuovo PRG da far approvare in tempi brevi, nonostante che da trent’anni le amministrazioni del passato hanno speso fior di quattrini per redigere tre piani regolatori nuovi, peraltro mai approvati definitivamente (De Lucia, Purini 1 e Purini 2). A questo punto ecco il convegno che doveva iniziare a dare uno strumento urbanistico in deroga al Piano regolatore esistente per favorire le aziende edili formiani, ma in realtà come si è scoperto, non era nient’altro che consumare altro suolo da rendere edificabile, terreno che nella morfologia urbanistica del territorio possiede numerosi vincoli di vario tipo, e quindi un piano di rigenerazione urbana è realmente inefficace nonostante le buone intenzioni.

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