comunicati_stampaFranco Sensi lo ripeteva spesso:se avessi avuto una grande stampa romana”. Non ce l’aveva lui allora non ce l’ha oggi chi gli è succeduto oggi, per quanto tra la stampa romana e la nuova dirigenza corra uno strano e poco trasparente feeling. Sarà anche solo calcio, ma se il livello della stampa e dell’informazione è questo per il calcio, figuriamoci cosa può esserlo per altre cose. Gesù diceva: “Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto; e chi è disonesto nel poco, è disonesto anche nel molto.” [Lc 16,10] Così ognuno tragga le proprie conclusioni dopo che mercoledi, a seguito del turno infrasettimanale, e della sconfitta della Roma contro la Sampdoria, si è detto di tutto e di più, piovendo critiche (più che legittime) su squadra e allenatore. Ieri pomeriggio, a seguito della vittoria per 5 a 1 sul Carpi (sul Carpi!) i commentatori si sono spesi in parole di elogio, di crisi finita e di pace fatta con i tifosi (tra l’altro la Curva Sud era vuota). Ma è possibile credere a queste analisi? Va bene che i giornali vanno venduti e i servizi riempiti, ma si possono trarre conclusioni – opposte oltretutto – a seguito solo e soltanto di una partita? Il più grande problema della piazza di Roma, non è il tifo (come ha discutibilmente affermato Morgan De Sanctis), ma l’informazione.

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