LA STABILIZZAZIONE DEL REPARTO CARDIOLOGIA DELL’OSPEDALE DONO SVIZZERO DI FORMIA

Ingresso Ospedale Donoi Svizzero di Formia
Ingresso Ospedale Dono Svizzero di Formia

 

Nel quadro della sostituzione dei medici andati in pensione per l’Ospedale Dono Svizzero di Formia, il circolo PD “Diana – Piancastelli” ha scritto una lettera indirizzata alle seguenti autorità:  al Direttore Aziendale Dr. Michele Capo, al Sindaco di Formia Dr. Sandro Bartolomeo e ai consiglieri regionali Enrico Forte e Giuseppe Simeone per ragguagliarli sulla situazione. Ecco il testo del comunicato firmato dal coordinatore Francesco Carta:

“Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale sono stati indetti i concorsi per i Primari della Cardiologia di Latina e di Formia. Parte anche il concorso per la Pediatria del “Santa Maria Goretti” di Latina. E’ senza dubbio un fatto molto rilevante. Con questa soluzione la Cardiologia di Formia resta una struttura autonoma. Si tratta di un tassello decisivo per un’ospedale che da sempre, data la distanza da Latina, rimane un presidio indispensabile per l’assistenza ospedaliera del sud pontino. Giova ricordare che l’ospedale “Dono Svizzero”, una volta classificato “Ospedale Proviciale”, è sede di Dipartimento di Emergenza e Accettazione di primo livello. Questo risultato è il frutto di un impegno comune teso a far comprendere, in sede di programmazione regionale, la necessità di organizzare l’emergenza su due poli provinciali Nord – Sud. Il “Dono Svizzero” di Formia, assieme al “Fiorini di Terracina” e al “San Giovanni di Dio” di Fondi, costituisce il polo ospedaliero di riferimento del centro sud della provincia. Non era un obbiettivo facile né scontato. Naturalmente questo percorso deve essere ulteriormente consolidato. Sottolineo che si è trattato di un risultato ottenuto con un impegno comune e condiviso. E questo va riconosciuto al Direttore Aziendale, al Sindaco di Formia e ai Consiglieri Regionali in indirizzo. Ma fatto trenta, come si suol dire, occorre  arrivare a trentuno. Allo stato attuale, dei sei cardiologi andati in pensione, ne sono stati sostituiti tre: una unità a tempo indeterminato e due a contratto a tempo determinato. Questi ultimi due cardiologi sono ormai organicamente inseriti da ben sette anni nelle attività di reparto, in modo proficuo sotto il profilo  professionale e del rendimento. I due sanitari, a tempo determinato, provengono per mobilità regionale uno dall’ASL di Terni e l’altro dall’azienda di Caserta 2. La loro stabilizzazione nella Cardiologia di Formia contribuisce sostanzialmente alla continuità del gruppo storico iniziato con il Dr. Paolo Tancredi nel 1986. Dei due medici uno è stato richiesto dall’Ospedale Cardarelli di Napoli per ricoprire un posto a tempo indeterminato. La mancata stabilizzazione su Formia rischia di farci perdere un operatore ottimamente inserito nel reparto. Infatti, di fronte alla precarietà della situazione di Formia, il professionista potrebbe giustamente scegliere di andare stabilmente al Cardarelli di Napoli piuttosto che correre il rischio di ritornare all’Azienda di Terni. Nel frattempo continuano i pensionamenti di altri cardiologi. A Dicembre ce ne sarà un altro di modo chè a fronte di sette cardiologi andati in pensione ci si ritroverebbe con sole tre sostituzioni delle quali una sola a tempo indeterminato, mentre le altre restano precarie con un medico in procinto di andar via ed un altro, “sotto la spada di Damocle”, di un rientro a Caserta 2, in Regione Campania. Per quanto rappresentato occorre necessariamente stabilizzare i due cardiologi in mobilità regionale ed assumerne un altro in vista del prossimo pensionamento di un’altra unità. La spesa non cambia, non c’è alcun aggravio finanziario, bisogna solo agire tempestivamente. D’altra parte il problema è noto, è stato più volte rappresentato e, in un caso analogo a Latina, s’è già proceduto alla stabilizzazione di operatori in mobilità.”      

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